Quello che, fino al luglio scorso, era conosciuto come Teatro Cinema Quirinetta, oggi è tornato a nuova vita come Teatro di tendenza, grazie all’impegno congiunto di Geppy Gleijeses e Willer Bordon. A battezzare la ribalta di questo piccolo, ma grazioso teatro, è stato Elio Germano, che ieri sera ha portato in scena il monologo di Will Eno, Thom Pain (basato sul niente).

Finalista del Premio Pulitzer 2005 nella categoria Teatro e vincitore del Fringe Award all’Edinburgh International Festival, Thom Pain è un’opera particolare caratterizzata da un inizio incisivo: il protagonista arriva sul palco a luci spente ed inizia a leggere dal dizionario le definizioni riportate di seguito alla voce “paura”. La paura, come si capisce dal nome del protagonista stesso (pain in inglese vuol dire paura), è il tema centrale del monologo, insieme alla solitudine, causa ed effetto allo stesso tempo della prima. Una volta accesi i riflettori su Thom, lo conosciamo: è un uomo curioso, preso dal suo stato confusionale a metà strada tra Samuel Beckett e Woody Allen. Pronuncia frasi apparentemente senza senso Pain, ma se ci pensiamo un attimo, ognuno di noi, almeno una volta nella vita, deve essersi sentito come lui: solo al mondo con se stesso e la sua sofferenza. Il mattatore goffo cerca di intrattenere il suo pubblico, tentando continuamente di proporre una lotteria, facendo la corte alla donna seduta in prima fila, camminando fra il pubblico e chiedendogli di suggerirgli un argomento per tirare alla lunga il suo discorso. L’immedesimazione del pubblico in Thom arriva quando sceglie il primo malcapitato seduto in platea, rubandogli una giacca per costringerlo a seguirlo sul palco. Lì Pain inizia a correre avanti e indietro, ripercorrendo tutto il monologo in maniera concitata, fino a scomparire dietro all’uomo seduto al suo posto.

Una scenografia composta solo da una sedia, una bottiglia, un dizionario e un uomo, simbolo dell’individuo moderno, in preda alla paura, all’instabilità e schiacciato dalla solitudine. L’interpretazione e la regia di Elio Germano aggiunge al monologo una forza ed un’ironia nera, che impone più volte al pubblico la risata, accompagnata da una riflessione dal retrogusto amaro. Emerge l’impegno dell’attore romano, che ha lavorato sodo per  trovare dentro di sé il suo Thom Pain, regalandolo poi al pubblico.

Le repliche di Thom Pain (basato sul niente) proseguiranno oggi, 7 Dicembre, e fino al 18. Per prenotazioni e informazioni scrivete a info@teatroquirino.it oppure chiamate il botteghino al numero 06 6794585.