A partire dal 17 novembre Peter Brook, uno dei maggiori nomi del teatro contemporaneo, porta in scena al Teatro Argentina di Roma l’opera Un flauto magico, liberamente ispirata all’opera mozartina. Le repliche andranno avanti fino al 27 novembre.

Sullo sfondo di un’atmosfera fiabesca, il principe Tamino, con l’aiuto di un flauto magico e del buffo Papageno, affronta una serie di vicissitudini per liberare la sua amata dalla prigionia del mago Sarastro, dalle angherie della Regina della Notte e di quelle del perfido Monostatos.

Interessante rilettura di un classico, questa di Brook  è una rappresentazione ridotta all’essenzialità della forma e del contenuto, per raggiungere il senso profondo che affiora, tra gioia di vivere e mistero della morte, nell’opera originale. Senza orchestra, ma col solo accompagnamento del pianoforte, Brook giunge al cuore del capolavoro del compositore austriaco, per restituire al pubblico un viaggio avvincente e incantato, che ripercorre i grandi sentimenti dell’animo umano, quali: l’amore, il potere, la giovinezza, la vita e la morte. Il regista ha dichiarato sulla sua opera: “Questo Flauto” sarà lontano da ciò che uno si aspetterebbe. Il solito carico di effetti scenici, il simbolismo non farà parte del viaggio. Al loro posto il pubblico potrà trovare un Mozart eternamente giovane, circondato da interpreti freschi e di talento, pronti a improvvisare, a plasmare, trasformare il testo musicale con forme e colori nuovi. Un ‘Flauto’ leggero ed effervescente, dove la vicinanza del gioco permettono allo spettatore di entrare nella magia e nell’amore del lavoro.”

Recentemente insignito del prestigioso Honorific Molière, per la sua grande e proficua carriera, Peter Brook ha ricevuto per l’opera Un flauto magico, uno dei più importanti riconoscimenti del teatro francese: il Premio Molière come miglior spettacolo teatrale in Francia.