Fino al 27 Novembre 2011 al Teatro Sala Uno, “Stazione Pirandello – Nuntereggae più“. Uno spettacolo che attraversa l’immaginario folle del drammaturgo siciliano. Un teatro in cui la vita è spoglia, le maschere sono nude. Un non-luogo fa da sfondo a quattro ombre che hanno perduto l’uomo. La follia, principio fondamentale della condizione umana. Unico modo per ricongiungersi al proprio corpo. Mezzo per scoprire che, rifiutando il mondo, contestando i rituali e le convenzioni della vita sociale, si può scoprire se stessi e salvarsi dal dramma dell’esistenza.

Con Sabrina Dodaro, Tony Allotta, Irma Ciaramella, Gabriele Linari, per la regia di Gino Aurioso che utilizza una personalissima lente per inquadrare la follia della realtà, mettendo in luce i contatti tra l’Ombra e l’Uomo come momenti passeggeri, spesso irripetibili perché troppo forte il legame con le norme della società.

Attraverso un originale connubio fra i vari personaggi pirandelliani: il fallimento di Vitangelo Moscarda (Uno, Nessuno e Centomila) che deve accettare una nuova, ennesima, maschera; la finzione dell’ Enrico IV, dopo aver constatato che nulla è rimasto della sua gioventù, del suo amore; la pazzia come unico mezzo di verità da parte di Ciampa; ancora la dimensione sognatrice e fanciullesca di Cotrone che fa da contrasto alla piccolezza dei Giganti della montagna e infine il fischio del treno che dà a Belluca (il treno ha fischiato) la consapevolezza della sua condizione. A fare da cornice le musiche di Rino Gaetano che aiutano a creare immagini paradossali e improbabili, personaggi folli, allampanati, innamorati, con i loro nonsense e le loro raffinate e sottili denuncie.