Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e portate all’armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se neces- sario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vera“. Poche parole servono a Mondrian per spiegare la sua arte, liberata dai vincoli di una forma conchiusa poiché “finché la composizione si serve di qualsiasi “forma”, rimane esclusa la possibilità di rappresentare proporzioni pure. Per questo motivo il neoplasticismo si libera da ogni costruzione formale”.

E pensare che agli esordi, Mondrian parte dal naturalismo accademico, dipingendo poche figure inebriate di vitalismo e di misticismo. Ma Mondrian non è Monet. E già in dipinti come Albero grigio e Melo in fiore (1912, nella foto accanto) si delinea la tendenza a prediligere una rappresentazione ba- sata sull‟assialità orizzontale e verticale, che lo stesso Mondrian accosterà all‟opposizione tra elemento maschile e femminile. Eppure l‟arte di Mondrian non finisce in una forma circoscritta, ma cerca la bellezza della realtà, fondata sui rapporti e sulle proporzioni. Il quadro si costruisce attraverso linee orizzontali e verticali. E insieme alla semplificazione delle forme, Mondrian aggiunge quella dei colori, limitandosi ai primari.

Chiamiamo materia – dice il pittore olandese – quella parte dello spirito che è possibile percepire attraverso i sensi”. Per la prima volta Roma ospiterà una mostra dedicata ad uno dei protagonisti dell‟arte astratta. A fare da cornice all‟evento sarà il Complesso del Vittoriano che, dall’8 ottobre al 29 gennaio, aprirà le sue sale ai visitatori curiosi di scoprire uno degli artisti chiave del panorama internazionale di inizio 900. La mostra Piet Mondrian: l’armonia perfetta, curata da Benno Tempel, direttore del Gemeentemuseum dell’Aja, il museo con la collezione di Mondrian più importante al mondo, pre- senterà ben settanta opere dell‟artista olandese, tra oli e disegni. Ad esse si accosteranno altre quaranta opere di artisti che, attraverso la loro attività artistica, influenzarono l’evoluzione del pittore di Amersfoort. Un’ occasione unica e imperdibile per conoscere o approfondire l’arte di un antesignano che ha posto le basi per l’arte moderna e contemporanea, svincolando l’arte dalla forma in senso stretto per raggiungere una realtà universale.