Mercoledì prossimo, il 18 gennaio, uscirà nelle sale italiane Benvenuti al Nord, il sequel del fortunatissimo Benvenuti al Sud, diretto da Luca Miniero e interpretato da un cast straordinario. Claudio Bisio, Alessandro Siani, Valentina Lodovini, Angela Finocchiaro, Nunzia Schiano, Giacomo Rizzo, Nando Paone, Paolo Rossi riportano sul grande schermo l’Italia divisa dai pregiudizi, eppure unita dai sentimenti. Oggi, venerdì 13 gennaio, si è tenuta la conferenza stampa presso l’Hotel Visconti a Roma. A sottoporsi alle domande dei giornalisti erano presenti tutti: da Bisio a Siani, dalla Lodovini alla Schiano, da Rizzo a Paone, da Paolo Rossi ad Emma Marrone, che, nel film, ha interpretato magistralmente la canzone di Modugno Nel blu dipinto di blu, con tanto di videoclip sui titoli di coda, e il suo inedito, Maledetto quel giorno. Erano presenti anche Luca Miniero, il regista, e Fabio Bonifacci che ha scritto il soggetto insieme al regista.

Claudio venite da un successo strepitoso, sentite il fiato sul collo vista la grandissima attesa per l’uscita di questo film? Cosa ti ha divertito di più?

Claudio Bisio: Siamo sereni, perché è un bel film, perché lo abbiamo visto, lo abbiamo girato con grande cura. Voglio sottolineare che, per la prima volta, rispetto a Benvenuti al Sud, è un film originale, un soggetto originale, una sceneggiatura originale. Ringrazio il napoletano Luca Miniero che mi ha fatto conoscere o riscoprire una Milano che anche io non conoscevo o avevo dimenticato. L’Isola, che è un quartiere che frequentavo da bambino e che ora non frequento più, me l’ha fatta riscoprire Miniero. Mi ha fatto riscoprire una Milano anche dal punto di vista fotografico: questa Isola, il quartiere popolare dove abito nel film, sta diventando, grazie all’Expo, una piccola Manhattan.

Valentina come si è evoluto il tuo personaggio, con il fatto di avere un bambino nel film?

Valentina Lodovini: Maria è un motore per mandare Mattia su. Quando uno ha un figlio cambiano le priorità. Maria ha due creature una è Mattia e una Edison. Il nome Edison l’ha scelto Mattia ovviamente. Avere un figlio rende tutto più concreto anche dal punto di vista di sceneggiatura.

Siani, Massimo Troisi quanto è un tuo punto di riferimento?

Alessandro Siani:  Questo di Mattia è un personaggio molto vicino ai sentimenti e Troisi era un comico di sentimenti, è stato un maestro non solo per me che sono napoletano ma per tutta una generazione di comici. Naturalmente stiamo parlando di un personaggio irripetibile, irraggiungibile. Anche la libertà che mi ha dato Miniero: per esempio la scena con il bambino in cui gli metto le mani a conchiglia sulle orecchie mi è venuta spontanea. E quando si improvvisa sui sentimenti a volte si può essere o patetici o ridicoli. In quell’occasione siamo riusciti nell’intento di creare un emozione e forse quando si toccano  queste corde si ricorda Troisi.

A Claudio e ad Alessandro, dal vostro punto di vista scegliete o vi adattate ad un certo tipo di commedia, Siani viene da “La peggiore settimana della mia vita”, Bisio da “Bar Sport”. Vi adattate o mettete del vostro nella commedia?

Claudio Bisio: Questo film, sia Benvenuti al Sud che Benvenuti al Nord, è il massimo della sintesi di comicità. Benvenuti al Nord ancora di più, avendo una sceneggiatura originale, abbiamo seguito passo passo la realizzazione del film. Per quanto mi riguarda “Bar Sport”, che avevo girato prima che uscisse Benvenuti al Nord, è una cosa molto diversa, che mi ha intrigato molto, è tratto dal libro di Benni che ho sempre amato. Questo film è la summa di tutto quello che mi piace fare al cinema. È una commedia intelligente, scritta bene e molto divertente. Io ho avuto, nella mia carriera, esperienze molto diverse e a volte divago. Questa volta, grazie a Luca, sono molto a fuoco e mi sembra di aver dato il meglio.

Alessandro Siani: Benvenuti al Nord dà la possibilità ad un comico di fondere la risata e il sentimento, quando ci sono questi due elementi che si contaminano tra di loro succede sempre qualcosa di meraviglioso. Ci sono gli stessi intenti con tutti, sapevamo quello che non volevamo fare.

Che cosa non volevate fare?

Alessandro Siani: Non volevamo fare una commedia volgare, una commedia che andasse troppo nel grottesco con personaggi che non avessero credibilità.

Ad Emma, con questa bella canzone, un omaggio a Modugno, come ti sei inserita in questo film? Come è nata questa collaborazione?

Emma Marrone: Io, a livello tecnico, non ho tanto da dire perché per me è stato un viaggio sensoriale. Sono arrivata sul set e ho incontrato  Claudio Bisio che sul set mi ha detto salutato in maniera a dir poco colorita. Mi veniva da piangere perché è  li che ti rendi conto che quello che vedi in televisione è la realtà. È arrivato  Siani che mi hadetto “Già ti ha salutato Claudio”. Ti rendi conto che è un momento di vita. Mi sono resa conto di essere fortunata nell’avere avuto la possibilità di vivere insieme a loro, ricevi delle emozioni che non si possono spiegare. Per me, che sono agli inizi del mio percorso, posso dire che, a livello di emozione e di sentimenti, mi sento bene dentro. Ho conosciuto amici nuovi e ho avuto la possibilità di ridere di gusto. Quando torni a casa ti rendi conto che siamo delle persone fortunate. Il film fa parte dell’arte, va ammirata, gustata, e digerita. Quello che conta è quello che rimane dentro: è la cosa più importante. Quando si parla di sentimenti in maniera reale e in maniera concreta è la cosa più bella. Ah, poi voglio sfatare un altro mito: il caffè migliore al sud non è convinzione del sud ma è la realtà.

Volevo sapere da Valentina come ha costruito questa donna del sud?

Valentina Lodovini: È stato un lavoro intellettuale sono rimasta fedele alla sceneggiatura. Ho fatto un lavoro mio, intellettuale. L’unica cosa per cui ho lottato veramente tanto è che nella scena iniziale l’unica che credeva nel cambiamento era la madre e invece volevo essere io, da moglie, ad avere fiducia nel marito, tanto che rispetto alla prima versione della sceneggiatura cambia questo dettaglio.

A Paolo Rossi, pare chiaro che il personaggio di Palmisan sia un po’ la parodia di Marchionne.

Paolo Rossi: Io in realtà volevo fare Brunetta però mi è riuscito più Marchionne. Al secondo giorno di lavoro mi sono vestito bene e sono entrato  da solo nel grattacielo della Pirelli dove c’era un manifestazione della Fiom e dai loro sguardi ho costruito il personaggio. Marchionne, però, da quando è uscito il trailer, ha cambiato il look.

Dal 18 gennaio, Benvenuti al Nord al cinema.