Berlinale 2016: Indignation, Logan Lerman nel film tratto dal romanzo di Philip Roth
3.3Overall Score
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Tra i romanzi più apprezzati di Philip Roth c’è sicuramente Indignation, il cult letterario che James Schamus ha trasposto sul grande schermo nell’omonimo film con Logan Lerman e Sarah Gadon. Ambientato negli Stati Uniti d’America del 1951, Indignation racconta la storia di Marcus Messner (Logan Lerman), uno studente universitario di Newark che, per scappare da una famiglia opprimente, si iscrive al Winesburg College in Ohio. Qui perde la testa per Olivia Hutton (Sarah Gadon), una giovane ragazza sopravvissuta a un tentato suicidio che lo sconcerta per la sua spregiudicata sessualità. Ma le preoccupazioni della madre per il rapporto con Olivia e le pressioni del preside del college per il suo ateismo lo porteranno ad affrontare le tragiche conseguenze della guerra di Corea di quegli anni.

Indignation-RECENSIONE

James Schamus ha scritto cult come Tempesta di ghiaccio e La tigre e il dragone e ha prodotto capolavori del cinema mondiale come Ragione e sentimento e I segreti di Brokeback Mountain; opere di cui si avverte l’eco in Indignation, un film che elegantemente trasforma in immagini le parole di Philip Roth. La rappresentazione dell’America degli anni ’50 e la perfetta scelta del cast sono i punti di forza di un prodotto esteticamente perfetto che parla della inevitabilità del destino. Nonostante si ribelli alla famiglia, al preside del college, alle prepotenze dei compagni di stanza, Marcus Messner è vittima di un percorso già scritto; un epilogo tragico in contrasto con la lenta crescita dello spirito di ribellione del personaggio che, nel faccia a faccia finale con il preside del college, regala una delle scene più riuscite dell’intero film. La dolce ed eterea Sarah Gadon ruba la scena a Logan Lerman  dando vita a una Olivia Hutton che commuove nelle sue fragilità e nelle sue insicurezze. Se l’estetica e il cast del film appaiono perfetti, non si può dire lo stesso del senso stesso dell’opera che rimane astratto e confuso. La guerra, il suicidio, la morte, la ribellione sono temi che James Schamus non riesce a sviluppare a causa di una sceneggiatura a tratti banale. Indignation è così un prodotto elegante ed efficace che funziona grazie a una confezione impeccabile e a un cast di giovani attori di cui sentiremo sicuramente parlare in futuro.