Era la notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975 quando Pasolini venne barbaramente ucciso, massacrato da colpi di bastone e travolto dalla sua stessa automobile all’idroscalo di Ostia, sul lungomare romano. Venne condannato per l’omicidio Pino Pelosi, all’epoca dei fatti diciassettenne, che si assunse la responsabilità del delitto. “La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile” scrisse Alberto Moravia. Lo scorso 5 marzo avrebbe compiuto 90 anni.

Per celebrare uno degli artisti più discussi e controversi della storia italiana, la Cineteca di Bologna, che possiede l’intero archivio di pellicole firmate da Pasolini, ha organizzato una retrospettiva che riproporrà una parte della sua attività cinematografica. La rassegna Il cinema eretico di Pasolini, nata da un’idea di Giuseppe Bertolucci con la collaborazione di Roberto Chiesi, prende corpo nel Cinema Lumière di Bologna dal 5 marzo fino al 26 marzo. Dai “poveri Cristi” delle borgate, reietti per natura, senza possibilità di riscatto, al tema del Mito e del Sacro, dalle sperimentazioni della Trilogia della Vita all’inferno di Salò o le 120 giornate di Sodoma: quello di Pasolini è un cinema fatto di dramma, di lunghi piani sequenza che ricercano il tutto nella parte, l’esemplarità della storia in una storia di dolore universale. Quel giovane ragazzo bolognese arrivò a Roma nel 1950 e conobbe subito le borgate, luogo fertile per lo scrittore tanto da divenire elemento centrale dei suoi romanzi, Ragazzi di vita e Una vita violenta. Fu proprio durante i suoi primi anni romani che Pasolini entrò nel mondo del cinema, collaborando alla sceneggiatura del film di Mario Soldati, La donna del fiume. Al Cinema Lumière vanno in scena i capolavori cinematografici di Pasolini, da Uccellacci e Uccellini a Il Vangelo secondo Matteo, da Accattone a Mamma Roma, da La ricotta a Teorema, da Comizi d’amore a  Edipo re, da Salò ad Appunti per un’Orestiade africana, da Il Decameron a Il fiore delle mille e una notte. Ricordare l’arte cinematografica di Pasolini è un piccolo omaggio doveroso: far conoscere è tramandare e conservare.