Da ex lolita del pop a donna maledetta a regina della musica contemporanea. Di chi stiamo parlando? La risposta può essere una sola: Britney Spears. Criticata, odiata e disprezzata (ma mai abbandonata dai suoi solidissimi fan) dalla stampa quotidiana e dallo stuolo inesauribile di haters, Britney Spears ha letteralmente ripreso in mano la sua vita e carriera musicale dimostrando a tutti coloro che la davano persa o finita di sbagliarsi clamorosamente. Chi ha scordato la triste performance del settembre 2007 agli Mtv Music Awards dove una Britney stanca e fuori forma ballava faticosamente sulle note della hit Gimme More? Probabilmente nessuno. Gestita male da manager e produttori e soffocata da uno stile di vita decisamente poco salutare, Britney Spears aveva perso il suo scettro di principessa del pop, sprofondando sempre più negli abissi della autodistruzione e permettendo così alle sue copie sbiadite di rubargli hit clamorose che sarebbero stati sicuri successi (la canzone Umbrella ne è un esempio). Ai tempi di In The Zone, pubblicato nel novembre 2003, Britney era criticata dai media e dalla gente perché troppo magra; nel 2007, gli stessi detrattori, l’hanno criticata perché leggermente sovrappeso (dopo due gravidanze) appellandola come grassa.

Come si suol dire, al peggio non c’è mai fine. Dopo un album autoprodotto entrato a rigor di logica tra le migliori opere pop mai realizzate e testimone del periodo oscuro passato dalla cantante (non a caso si chiama Blackout), Britney ha cominciato a riprendere in mano le redini della sua carriera, ripulendo la sua immagine di donna persa e distrutta e accontentando così l’America perbenista e ipocrita, letteralmente presa in giro nel celebre video If You Seek Amy.
Nel dicembre 2008, ripresa sotto le abili mani dello storico manager Larry Rudolph, Britney Spears ha finalmente riacquistato fisico e carisma di una volta pubblicando il suo sesto disco studio Circus, balzato subito grazie alla hit Womanizer alle vette delle classifiche statunitensi con quasi 5,2 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Dopo un tour mondiale soldout, un secondo greatest hits e due anni di pausa la nuova Britney è tornata con il settimo album, intitolato Femme Fatale, che a dispetto di vendite globali non esageratamente entusiasmanti, ha confermato il ruolo fondamentale della cantante nel panorama della musica pop, risultando l’album meglio prodotto del 2011.

Concluso il Femme Fatale Tour lo scorso 10 dicembre e finita la promozione dell’album, la reginetta del pop Britney Spears ha compiuto i fatidici 30 anni tra festeggiamenti e promesse di nozze. Non è ancora giunta alcuna indiscrezione su futuri lavori della cantante o su prossimi tour e apparizioni televisive. C’è chi sostiene che la Spears si dedicherà a cinema e televisione e chi dice che è già pronta per tornare in studio di registrazione. Ad oggi l’unica cosa certa è che Britney Spears è decisamente tornata in campo, più forte e potente che mai, stroncando definitivamente con i suoi oltre cento milioni di dischi venduti e tredici anni di carriera malelingue e voci negative e consacrandosi così una volta per tutte una leggenda della musica pop.