Nasceva oggi a Rimini, il 20 gennaio 1920, l’uomo che ha inevitabilmente segnato la storia del cinema italiano e mondiale. Il regista e sceneggiatore emiliano Federico Fellini, è considerato universalmente come uno dei più grandi ed influenti cineasti della storia del cinema mondiale. Vincitore di quattro premi Oscar al Miglior Film Straniero (“La strada” 1954, “Le notti di Cabiria” 1957, “8 1/2” 1963, “Amarcord” 1973) , per la sua attività da regista gli è stato conferito nel 1993 l’Oscar alla carriera.

Nell’arco di quasi quarant’anni, dal debutto nel 1952 con il film “Lo sceicco bianco” fino al suo ultimo film “La Voce della Luna” del 1990, il regista ha dato uno spaccato, in decine di lungometraggi, dell’Italia visionaria che solo la sua mente riusciva a concepire, ritraendo in pellicola una piccola folla di personaggi memorabili. Egli stesso si definiva “un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo” e senza dubbio c’è riuscito come pochi altri sono riusciti a fare. Ha lasciato opere indimenticabili, ricche di satira ma anche velate di una sottile malinconia, caratterizzate da uno stile onirico e visionario. Grazie anche alla collaborazione con Ennio Flaiano, sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista, critico cinematografico e drammaturgo, ha dato vita ad uno stile nuovo, estroso, umoristico, quello che poi verrà definito il “Realismo Magico”, carico di quell’oniricità tipica dei suoi film.

A 19 anni dalla sua morte, anche Google rende omaggio al Maestro con un logo (o Doodle nel gergo cibernetico) a lui dedicato:

Sceneggiatore, regista, scrittore, conduttore radiofonico ma anche fumettista, sono numerosi i soggetti che Fellini pensò di trasformare in film ma che rimasero sulla carta o, addirittura, solo nella sua immaginazione, il più famoso di questi è “Il viaggio di G. Mastorna”, una compiuta sceneggiatura felliniana, cui collaborò anche Dino Buzzati, quest’uomo era un artista a tutto tondo, che ha lasciato un’immagine indelebile nello stile del mezzo che preferiva fra tutti per esprimersi, il cinema.

Volendo omaggiare anche noi il Maestro, ecco uno spezzone da uno trai più celebri dei suoi film o meglio, del cinema in generale, “La Dolce Vita“: