Al Teatro Valle Occupato, venerdì 25 Novembre alle 21.30, arriva “Caligola Night Live”, nuovo allestimento, uno spettacolo di e con Claudio Gioè, con la partecipazione di Fabrizio Romano e la produzione del Palermo Teatro FestivalCaligola night live è uno spettacolo che accompagna Claudio Gioè da più di un decennio. Scritto nel 1998, a Palermo ha visto la prima messa in scena a Palazzo Belmonte Riso, prima che diventasse Museo di Arte Contemporanea.

In tutti questi anni e a causa di difficoltà produttive che non ne hanno permesso la vita naturale – racconta Claudio – mi si è sempre ripresentato come un fantasma che chiede qualcosa, e al quale con somma dedizione sia pure sporadicamente, ho risposto per come ho potuto. Oggi torno a Palermo con la speranza di dare finalmente pace a questo fantasma. Sono qui per uccidere finalmente il dittatore”.

Nato a tappe, attraverso tre tempi e altrettanti studi, “Caligola Night live” è un atto unico sul dramma umano ed esistenziale di Caligola. Claudio Gioè (autore, interprete e regista) mette in scena l’ultima notte dell’imperatore romano esplorando luci ed ombre della mente del folle dittatore e proiettando nel presente le tragiche conseguenze di uno smisurato potere, concentrato nelle mani di un unico uomo. 34 Chiuso in un bunker in attesa della fine, giunto al culmine del delirio di onnipotenza, in compagnia solo di un servitore e degli atroci fantasmi che affastellano e agitano la sua mente, Caligola ricorda le sue folli imprese, dando vita ad un vero “one man show” in evocazione di stile americano, in uno strano crescendo in cui si alternano monologhi, canzoni anni ’50 da Tony Bennett a Frank Sinatra, intermezzi televisivi e un tragico ballo col fantasma della sorella-amante Drusilla. Accecato da una ossessiva volontà di potenza, Caligola si fa rappresentazione del sogno americano (e occidentale) per cui tutto è possibile, metafora di un impero (e di un tempo) malato di individualismo e di una società in cui anche il potere diventa spettacolo. Nell’attuare la più sregolata e cruenta dittatura, prima di tutto su se stesso, Caligola si scontra con i suoi limiti, oltre che con la realtà della morte e la caducità dell’esistenza, sino a rimanere impigliato nelle maglie di un sistema di cui resterà vittima ancor più che carnefice.