Una applicazione per iPad che costa solo otto sterline “che ti permette di dipingere con le dita sullo schermo, facendo il pennello grosso o fino, mescolando il colore, cambiando la luminosità, e puoi tenerti questo apparecchietto in tasca, non hai bisogno di portarti dietro nulla, né tele, né matite, né acqua, niente di niente. Oh, come sarebbe piaciuto l’iPad a certi artisti del passato, a Tiepolo, a Van Gogh. L’unico svantaggio è che non senti la resistenza della carta alla matita o al pennello, un fattore importante per chi disegna o dipinge, ma i vantaggi superano gli svantaggi“. Così, David Hockney ha spiegato come siano nati i suoi dipinti che verranno esposti da domani, sabato 21 gennaio, fino al 9 aprile alla Royal Academy of Arts di Londra. Ben cinquantuno delle cinquantadue opere esposte nella sala dedicata alla primavera nello Yorkshire, nella mostra David Hockney. A bigger picture, infatti, sono disegni fatti a mano realizzati sul tablet della Apple; mentre la cinquantaduesima è una grande tela dipinta ad olio dall’artista inglese. Ad essere ritratta da Hockney è la primavera, stagione dall’incredibile bellezza cromatica, che tanto era mancata al pittore nato nello Yorkshire e trasferitosi a Londra, negli anni Sessanta, in piena Pop Art per poi arrivare in America, dove da quarant’anni abita nella sua casa sulla West Coast.

E, come ha dichiarato lo stesso Hockney, ciò che gli è mancato di più del suo Yorkshire erano proprio i colori e le atmosfere della primavera. Per questo negli ultimi anni è tornato nel suo paese natale a Bridlington e ha realizzato quest’inno alla natura piena di luce e di cromatismo tipica della stagione primaverile.
Le centocinquanta opere di Hockney in mostra a Londra sono dedicate proprio ai cambiamenti del paesaggio nelle diverse stagioni. Un moto in divenire che trasforma luci, odori, colori, sensazioni. È proprio questo che ha voluto ritrarre uno degli artisti inglesi più importanti al mondo, inserendosi nella lunga tradizione paesistica tipicamente britannica, accanto a nomi come Turner o Constable, solo per citare due esempi. Nei paesaggi di Hockney non c’è traccia di umanità, quel che vuole rappresentare è la natura, madre di tutte le cose. Una natura ritratta non solo attraverso l’IPad e il pennello, ma anche attraverso diciotto videocamere che il pittore ha posto sulla sua jeep, per cogliere quelle impercettibili visioni che il paesaggio sa regalare ma che ci sfuggono quotidianamente, schiacciati dalla brevità del tempo e dello spazio in cui viviamo. Mentre “la primavera è uno stupendo spettacolo da guardare“, disse Hockney.