Ieri sera al Teatro Due ha debuttato una nuova versione della famosa tragedia di Euripide, Medeia, Medeias, Medeia- Drammaturgia intorno ad una famiglia allo sfascio, per la regia di Nicasio Anzelmo .

Giasone (Riccardo Polizzy Carbonelli), capo degli Argonauti, sfrutta l’amore di Medea (Cristina Borgogni) principessa dei Colchidi e conoscitrice delle arti magiche, per conquistare il vello d’oro. Lei si inimica il padre, uccide suo fratello con l’aiuto di Giasone e viene bandita dalla sua terra d’origine. Giasone, innamoratosi di lei, le dà due figli e la porta con sé a Corinto. Qui scoppia la tragedia: Medea non riesce ad integrarsi, in quanto maga, viene vista dai Corinzi come una minaccia. Quando il re Creonte (Alessandro Cremona) propone  a Giasone di sposare sua figlia, lui accetta senza indugi per i vantaggi di cui potrà beneficiare. Medea, sconvolta dall’offesa subita, si lamenta col coro delle donne corinzie (Alessandra Fallucchi, Cristina Caldani): racconta loro la sua condizione di donna straniera in terra straniera, costretta a lasciare la sua casa ed i suoi figli, per volere di un uomo a cui ha dato tutto e per il quale ha rinnegato la sua famiglia, oltre che la Colchide. Il destino terribile che le si profila davanti è quello di una vagabonda errante, rifiutata da tutti, perciò Medea inizia a meditare la sua vendetta: si farà vedere remissiva da Giasone, invierà alla sua sposa un peplo e una corona d’oro, che le procureranno la morte ed infine ucciderà i suoi figli, per colpire al cuore Giasone.

Con quasi nessuna differenza narrativa con la tragedia, rappresentata per la prima volta alle Grandi Dionisie del 431 a.C., l’allestimento di Anzelmo  si presenta moderno nelle scenografie e nei costumi. Il tema trattato, seppure scelto da Euripide molti secoli fa, appare ancora oggi di grande attualità, in una società in cui il nucleo familiare perde sempre più importanza e la fine di una unione coniugale può portare, in alcuni casi, a delle conseguenze tragiche e molto dure.

Cristina Borgogni propone un’interpretazione coinvolgente della maga della Colchide, dando il giusto volto alla tragedia. Molto suggestiva la maledizione che lancia ai corinzi, mentre scende tra la platea, fissando negli occhi qualche “malcapitato” spettatore. Molto brave anche  Alessandra Falucchi e Cristina Caldani, che interpretano il coro. Polizzy Carbonelli offre una buona interpretazione dell’uomo opportunista ed individualista.

Le repliche di Medeia andranno in scena fino al 18 Dicembre, da martedì a sabato alle ore 21 e la domenica alle 18. Per informazioni e prenotazioni cliccate su www.teatrodueroma.it.