Si è tenuta questo pomeriggio nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma la conferenza stampa del nuovo film di Pawel Pawlikowski: La Femme du Cinquieme. Il film racconta la tragica storia dello scrittore americano Tom Ricks (Ethan Hawke) che, giunto a Parigi per dare un’altra chance alla sua patetica vita, incontra la misteriosa Margit (Kristin Scott Thomas), con cui instaura una appassionata e surreale relazione amorosa in un crescendo di strani e inspiegabili eventi. Potete trovare qui sotto le domande rivolte dalla stampa mondiale al regista Pawel Pawlikowski e ai due interpreti Ethan Hawke e Kristin Scott Thomas.

Come mai ha deciso di realizzare questo film?

Pawel Pawlikowski: Sono sempre stato interessato all’aspetto psicologico di ogni essere umano e così, dopo aver letto questo interessante romanzo, ho deciso di voler realizzare il film.

Come si è preparata ad interpretare il personaggio di Margaret?

Kristin Scott Thomas: Il personaggio che interpreto è una specie di invenzione del protagonista, una assurda proiezione delle sue ansie di uomo e artista. Margaret è una figura in ogni caso immaginaria quindi è stata impossibile qualsiasi tipo di preparazione. Abbiamo lavorato tanto alla sceneggiatura e poi tutto è avvenuto con grande spontaneità. Abbiamo parlato tanto di cosa potesse significare la storia e della frustrazione e del desiderio che proviamo come esseri umani quando non riusciamo a realizzare quello che vogliamo.

Pawel Pawlikowski: Si trattava di un argomento talmente sfuggente che siamo stati costretti a lavorare per tentativi, non siamo partiti assolutamente da un qualcosa di certo.

È molto importante in questo film il rapporto tra realtà e immaginazione. Alla fine però lo spettatore rimane disorientato nel distinguere quello che accade realmente nella storia da quello che è la pura immaginazione del protagonista. Cosa ne pensate al riguardo?

Pawel Pawlikowski: Non volevo fare assolutamente un film naturalista né tanto meno immaginario. Quello che volevo realizzare era un film posto perfettamente al confine tra la realtà e l’immaginazione. Ho girato il film in maniera quanto più fisica possibile, giocando con il colore, cercando di ricreare una condizione quasi di ipnosi nei confronti dello spettatore. Volevo disorientare lo spettatore senza portarlo a porsi alcun tipo di domanda.

Quale è la differenza tra cinema americano e quello europeo?

Kristin Scott Thomas: Non sono una cinefila e non mi capita spesso di andare al cinema, di conseguenza mi risulta difficile rispondere a questa domanda. In ogni caso non posso fare una distinzione precisa tra un regista americano ed uno europeo, quello che conta veramente per me è il singolo individuo, il singolo regista e le motivazioni che lo spingono a realizzare un film.

Pawel Pawlikowski: Ethan è un attore americano ma ama lo stesso cinema che piace a me. La distinzione tra cinema americano e cinema europeo è sicuramente artificiosa. Ad esempio Wes Anderson come regista dove andrebbe collegato? La cosa veramente importante per me è lavorare con attori bravi e soprattutto interessanti come persone. Sia Kristin che Ethan sono entrambi attori molto avventurosi e bravi.

Come mai avete scelto due grandi star come Kristin Scott Thomas ed Ethan Hawke? Non è strano sceglierli per un film così piccolo e intimo?

Pawel Pawlikowski: Io non li ho scelti perché erano due grandi star ma perché erano semplicemente perfetti per questi ruoli. Non avevo assolutamente dubbi sulla scelta degli attori, erano entrambi perfetti per la parte. Avevo bisogno per la parte di Ethan di un uomo intelligente e allo stesso tempo affascinante e chi meglio di lui poteva interpretarlo. La medesima cosa vale per Kristin.

Mr Hawke, quale è stato un momento veramente significativo per lei come attore?

Ethan Hawke: Non sono mai stato uno studioso formale perché ho sempre ritenuto che la vita in se mi dovesse insegnare qualcosa. Mi piace imparare e ho vissuto tantissime esperienze creative uniche. Ad esempio il momento in cui stavamo decidendo se realizzare o meno il film è stato a dir poco meraviglioso perché era tutto ancora un’ipotesi e non sapevamo assolutamente quale direzione avrebbe preso il progetto.

Il regista si è ispirato a qualche film o regista in particolare per creare la suspense del film? E lei, Mr. Hawke, si è ispirato a qualcuno per il suo ruolo?

Pawel Pawlikowski: Non c’è stato un regista in particolare che mi ha ispirato. Mi piacciono molto i film di Roman Polanski ma non credo di essermi ispirato a lui. Però i registi che mi hanno in assoluto influenzato sono stati tanti, Fellini, Milos Forman, Malick, ecc…

Ethan Hawke: Amo il cinema e sono tantissimi gli esempi di figure di scrittori nel cinema. È molto difficile vedere sul grande schermo la vita di un creativo perché è facile che venga riportato sul grande schermo in modo negativo.

Cosa le accade alla fine del film? Muore, va in cielo o all’inferno?

Ethan Hawke: Non posso dilungarmi troppo perché secondo me la risposta è sempre la stessa. Il personaggio muore, forse una parte di lui andrà in paradiso e una parte all’inferno. In ogni caso vedendo il film con attenzione si trova certamente una risposta.

La Femme du Cinquieme verrà presentato questa sera alle 22:30 nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e verrà preceduto dal red carpet del cast.