Si è tenuto questo pomeriggio nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma un interessante incontro con il regista Terence Davies e il compositore Michael Nyman per una affascinante retrospettiva sul miglior cinema inglese di ieri e di oggi. Potete trovare qui sotto le domande poste a Terence Davies e a Michael Nyman:

Quando ha iniziato a fare film era più avventuroso far parte del mondo del cinema?

Terence Davies: Era certamente molto più avventuroso quel periodo artisticamente. Ho avuto la possibilità di lavorare con grandi personaggi quali Terry Jones e Peter Greenaway.

Michael Nyman: Io non posso ritenere di far parte del mondo del cinema allo stesso modo di Terence Davies. Io sono un musicista ed è chiaro che non si può andare in giro a proporre una colonna sonora, ma è necessario che la musica per una opera ti venga formalmente richiesta. Una volta Terence Davies mi disse chiaramente che se non fosse riuscito ad ottenere un finanziamento avrebbe riaperto un mutuo sulla casa.

Terence Davies: Molte volte ho rischiato di perdere la casa ma la passione per il cinema era troppo forte. Io sono una persona tradizionalista ma avrei assolutamente accettato di finire sotto ad un ponte pur di seguire questa passione.

Esiste uno stile tipico e caratteristico di Michael Nyman?

Michael Nyman: Esiste un po’ uno stile Michael Nyman ma forse è arrivato il momento di cambiare un pochino questa cosa. Forse avere uno stile un po’ riconoscibile è la spiegazione del fatto che non mi vengono più richieste colonne sonore. Io non sono d’accordo con il sistema per cui una colonna sonora debba essere costituita da una formula sempre uguale. C’è un compositore francese molto quotato e gran parte delle attuali colonne sonore sono realizzate da lui ma ascoltando le sue opere mi sembra di sentire sempre la medesima melodia.

Molti registi non vogliono che la musica sia in primo piano. Con The Deep Blue Sea è avvenuto qualcosa di diverso?

Terence Davies: Si è trattato di ritrovare delle melodie e dei brani noti che facevano già parte di me. È chiaro che ho sempre amato la musica di grande respiro. In precedenza noi quando assistevamo ad un film rimanevano impressi gli straordinari costumi ma non le melodie di per se. Solo ad un certo punto mi sono reso conto durante la visione di un film che stavo ascoltando una bellissima colonna sonora senza la quale quell’opera non sarebbe stata la stessa cosa.

C’è stato un momento particolarmente significativo nella vostra vita?

Michael Nyman: La prima volta è stata a sette anni quando ho sentito le musiche di un concertista e mi sono subito reso conto della potenza della musica.

Come mai avete scelto un film come The Ladykillers di Alexander Mackendrick?

Terence Davies: Ho visto The Ladykillers quando avevo undici anni e mi è subito rimasto impresso come film e come colonna sonora. Era assolutamente straordinario per l’epoca e conteneva una delle sequenze più belle mai girate. Rigirare ora la sequenza delle scarpette rosse è assolutamente impossibile perché mancano le competenze per ricreare un capolavoro assoluto come quello.

L’incontro con Terence Davies e Michael Nyman è stato seguito dalla proiezione del classico del 1955 The Ladykillers di Alexander Mackendrick.