La famiglia Pomodoro sicuramente non era una famiglia normale: due grandi scultori dimoravano sotto lo stesso tetto. Il più grande tra i due fratelli Pomodoro, Arnaldo, era nato nel 1926 a Morciano di Romagna. Quattro anni dopo, arrivò ad allietare la quiete familiare Giò: era il 17 novembre del 1930 e i Pomodoro erano ad Orciano di Pesaro. Giò Pomodoro è uno dei più importanti scultori astratti italiani che si affacciarono nel panorama artistico internazionale del XX secolo. Autore di sculture sempre alla ricerca dell’equilibrio nell’indagine sulla materia e sul vuoto, Giò ha dato vita ad opere di incredibile leggerezza eterea. Marmo, bronzo, pietra sono i materiali prediletti da Pomodoro: materiali pesanti eppure plasmati con facilità, penetrati dal sole. È la luce, infatti, il soggetto principale della sua opera artistica: il sole diviene l’artigiano che plasma la materia, dando corpo agli oggetti. Le sue opere più note sono i grandi lavori monumentali, nati dalla stessa concezione artistica di Giò che riteneva le opere d’arte come prodotti fruibili dalla società, tanto che molte di esse occupano le piazze d’Italia e non solo.

Eppure, Giò Pomodoro è uno scultore che merita attenzione da parte non solo degli storici dell’arte ma anche del grande pubblico. Per questo, nell’incantevole territorio del Monferrato, si articola la mostra antologica Giò Pomodoro. Il percorso di uno scultore: 1954-2001, dall’8 dicembre al 29 aprile 2012, che si snoda in nove sedi espositive. Il Palazzo del Monferrato ad Alessandria, il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure, il Palazzo Guidobono a Tortona, il Palazzo Comunale a Casale Monferrato, la Villa Ottolenghi ad Acqui Terme, l’Oratorio di San Bartolomeo a Valenza accoglieranno centosettantatre opere firmate dalla straordinaria mano dello scultore. La rassegna, curata da Marco Meneguzzo e da Giuliana Godio, non sarà semplicemente un modo per comprendere l’attività artistica dello scultore marchigiano, ma sarà un’ottima occasione per apprezzare la straordinaria bellezza del territorio alessandrino.

Giò Pomodoro è morto a Milano il 21 dicembre del 2002, in quello stesso anno l’International Sculpture Center gli conferì, primo artista italiano a conseguirlo, il premio alla carriera Lifetime Achievement Award in Contemporary Sculpture. Un uomo che ha dedicato tutto se stesso alle sue sculture, creature animate da un leggero soffio di vita che il sole gli concede ancora. D’altra parte Giò Pomodoro lo disse: “ L’arte è una missione, se non si è chiamati è meglio non farla”.