“La Democrazia è sopravvalutata” – Frank Underwood

È iniziato il conto alla rovescia per il debutto della quarta stagione di House of Cards – Gli intrighi del potere: la serie sarà disponibile sui circuiti Netflix a partire dal 4 marzo 2016 e in Italia su Sky AtlanticLa fortunata serie vanta svariati premi e riconoscimenti – tra cui spicca incontrastato, il Golden Globe vinto da Kevin Spacey per il ruolo di Frank UnderwoodSono stato fortunato a fare cinema in un altro momento storico, i film prodotti negli anni Novanta non si fanno più e le storie e i personaggi più interessanti ora sono in TV” ha affermato l’attore. Tra i vari riconoscimenti alla serie televisiva non mancano neanche quelli “dall’alto” dai vertici della politica reale: Bill Clinton ha voluto complimentarsi pubblicamente con Kevin Spacey, sostenendo che il 99% di quello che il suo personaggio fa nella serie succede davvero – e ha aggiunto: “L’1% sbagliato è che non potresti mai far passare una legge sull’istruzione così velocemente”. Il format vanta tra i suoi fan più accaniti anche l’altisonante nome del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che in un breve video ha ironizzato: “Frank Underwood ha imparato tutto da me” e a proposito della serie, ha commentato: “Mi piacerebbe che le cose a Washington fossero così spietatamente efficienti”.

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La trasformazione è il concept focale della serie, che punta i fari sulla progressiva e inarrestabile metamorfosi di Underwood, il quale parte come semplice Deputato del Congresso a stelle e strisce, ed intraprende un scalata al successo che lo porta a raggiungere la vetta, ma a quale prezzo? Cinico, spietato, senza scrupoli o pesi di coscienza, durante questo cammino Frank si sporca mani e anima, si nasconde al di là del velo di Maya, lo squarcia solo nel rivolgersi al pubblico; abbatte la quarta parete ed entra prepotentemente tra le mura domestiche di ognuno di noi, ci chiama in causa e ci svela quello che agli altri personaggi di celluloide non è dato sapere. In questa quarta stagione vedremo il protagonista alle prese con problemi politici e personali – ormai in rotta di collisione con la sua first lady, Claire (Robin Weight).

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Non sarà certo una passeggiata affrontare la campagna elettorale senza la donna che l’ha affiancato e sostenuto dalle mura del Congresso allo Studio Ovale della Casa Bianca, ma, del resto, questa separazione risultava essere inevitabile.  Lo showrunner della serie Beau Willimon ha affermato: “Moltissima della forza della serie deriva dalla forza di quek matrimonio. Non appena abbiamo iniziato a esplorare in quella direzione non c’è stato più modo di tornare indietro. Ci siamo anche resi conto che avevamo già posto le basi per questo conflitto tra Frank e Claire nelle prime due stagioni e più abbiamo approfondito il loro rapporto, più è stata inevitabile questa conclusione”. La fine del matrimonio e il ritorno di Doug, il fidato alleato senza scrupoli di Frankie, saranno i due punti focali di questa quarta stagione.  La forza narrativa di questo format è senz’altro la verità – il mostrare senza filtri quello che accade quando i riflettori si spengono e gli eloquenti discorsi di campagna elettorale si esauriscono. Anche se Obama in persona ha affermato che la sua vita “è decisamente più noiosa di quella di Frank Underwood” – e meno male, aggiungerei io. Rimaniamo in attesa di un’altra stagione ricca di intrighi, giochi di potere, compromessi diplomatici e vendette a sangue freddo, l’invito di Frank ci arriva ancora una volta forte e chiaro, dal video promozionale in cui appare seduto nello Studio Ovale, durante le presidenziali del 2016 e, guardando in camera, recita un monito per tutti i telespettatori: America, ho appena cominciato”.