L’11 Marzo 2011 arriva nelle sale italiane “I Ragazzi Stanno Bene”, il film diretto da Lisa Cholodenko che, inaspettatamente, non ha ricevuto alcuna statuetta dorata durante la Notte degli Oscar di quest’anno.
Julianne Moore ed Annette Bening sono Jules e Nic, due donne di mezza età che si amano profondamente e insieme hanno creato una famiglia molto unita e basata su valori importanti. Hanno due figli, Laser e Joni, avuti grazie all’inseminazione artificiale da uno stesso donatore; sono felici e si sentono amati dalle loro due mamme, ma non possono fare finta di non sentire la mancanza di una figura paterna.

Così quando Joni compie i suoi 18 anni, il fratello le chiede di fare una telefonata alla banca del seme per scoprire l’identità del loro padre biologico e questa sua iniziativa rivoluziona completamente gli equilibri di quella famiglia moderna, eppure così tradizionale e unita da un amore sincero e reale. Jules e Nic vedono piombare nella loro vita Paul (Mark Ruffalo), un uomo pieno di sé e che vive alla giornata senza impegnarsi sentimentalmente. Porta avanti un’attività e quando Joni lo contatta, lui accetta di entrare nella loro vita, poiché inconsciamente sogna di avere una famiglia e quindi di trovare lo scopo della sua esistenza.
Jules è una donna sensibile, alternativa, che ha fatto tanti lavori e ancora non riesce a trovare se stessa; sente l’oppressione della compagna Nic, medico di successo che porta a casa i soldi e regge la famiglia sulle sue spalle.

L’arrivo di Paul sconvolge le sue convinzioni e il suo amore per Nic, facendola cadere nelle braccia dell’uomo inspiegabilmente, come reazione alla disattenzione di Nic nei suoi confronti e nei confronti di un amore che dura da ormai venti anni e forse comincia a sentire il peso dell’abitudine. Lisa Cholodenko è riuscita a portare sullo schermo una commedia completa, che fa ridere, riflettere ed emozionare in solo un’ora e mezza di proiezione.

I ragazzi stanno beneLa storia di Jules e Nic fa capire l’importanza della famiglia con i suoi equilibri e squilibri, che sono gli stessi sia che si tratti di una famiglia etero che omosessuale. Un’ottima interpretazione da parte del cast e la sceneggiatura ricca e brillante, caratterizzata da dialoghi acuti e ben costruiti, permettono allo spettatore di seguire una storia intensa ma anche divertente, che affronta tematiche importanti senza falsi moralismi, e non mette per nulla l’accento sul luogo comune delle difficoltà di una famiglia omosessuale. Le difficoltà che questa famiglia incontra sono le difficoltà di qualsiasi altra famiglia eterosessuale e questa è la ricchezza del film. Il vortice di emozioni suscitato da un tradimento all’interno di un matrimonio è ben noto a tutti coloro che hanno vissuto tale esperienza, e l’interpretazione di Annette Bening nella scena della cena di gruppo dopo il ritrovamento dei capelli della compagna nella doccia e sul letto di Paul, credo sia una magistrale messa in scena di quel sentimento, così intenso e controverso che non lascia spazio ad altri pensieri.

Insomma, questo film è un vero e proprio gioiello del cinema degli ultimi anni, in cui tutti i particolari sono curati e hanno ragione di esistere e l’amore viene presentato come qualcosa di forte, che può ammalarsi e fare delle brusche sterzate, ma se è reale unisce di nuovo i due partner, pronti di nuovo a vivere la vita insieme fianco a fianco con nuova forza.