Quest’anno è l’anno dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. Insomma la nostra patria sta invecchiando e dà i primi segni di cedimenti. Ma come siamo arrivati fino a qui? La mostra Il Bel Paese dell’arte. Etiche ed estetiche della Nazione , dal 28 settembre al 19 febbraio alla GAMeC,la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, racconterà l’Italia attraverso le varie forme espressive che l’hanno resa celebre nel mondo, dall’Ottocento sino ai giorni nostri. Dalla letteratura all’arte, dal cinema alla tv,dallo sport al Made in Italy, l’esposizione, curata da Giacinto Di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini, propone duecento opere di artisti italiani e stranieri, ma anche oggetti quotidiani e fatti di illustri personaggi italiani, passando dalla cultura d’elité alla cultura popolare.

Un viaggio ideale nell’arte che attraversa tutti i campi, dalla religione alla politica, dalla società allo sport per immortalare i cambiamenti e i passaggi epocali avvenuti nella storia del nostro paese.  Accanto alle opere d’arte, in senso stretto, si potranno ammirare gli oggetti che hanno accompagnato le diverse generazioni di italiani, dalle figurine Panini ai libri ai trofei sportivi, che, pur non distinguendosi per il valore artistico, si sono comunque contrassegnati come icone mondiali rappresentative dello Stivale. Suddivisa in otto sezioni, la mostra è anche un percorso lungo la penisola, mettendo a confronto le varie realtà regionali, ognuna rappresentata dagli artisti. Ogni artista presenterà un progetto ideato per una regione: Carla Accardi ha lavorato per Santa Maria Novella a Firenze, Ben Vautier per Napoli, Mimmo Paladino per Palermo, John Armleder per Piacenza, Mimmo Rotella per Venezia, Julian Opie per Roma, solo per citarne alcuni. Numerosi gli artisti in scena:  Giorgio de Chirico, Maurizio Cattelan, Mimmo Jodice, Mario Sironi, Gino de Dominicis, Renato Guttuso tra i tanti che racconteranno, attraverso i loro capolavori, lo splendore dell’arte e del paesaggio della nostra Nazione.

Nella storia del nostro Paese non può mancare la sezione dedicata allo sport, vero momento di italianità. Chi non si è sentito italiano quando i nostri azzurri del calcio hanno alzato al cielo la coppa del Mondo, oppure quando Felice Gimondi vinceva Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a Espana, pedalando più forte di tutti.  A chiudere l’esposizione verrà proiettato un documentario con spezzoni di film, programmi televisivi, pubblicità, spettacoli teatrali che hanno formato l’immagine dell’Italia. In un momento in cui sono in molti ad invocare la secessione, questa esposizione è un esempio della grandezza del Made in Italy in tutti i settori e in tutte le parti del Paese. E, magari, sorpresi da quanta creatività e magnificenza noi italiani siamo in grado di produrre, ci sentiremo orgogliosi di cantare l’inno e di far sventolare il tricolore italiano.