Jusepe de Ribera fu un grande pittore spagnolo, divenuto uno dei maggiori rappresentanti della pittura naturalista e caravaggesca europea del Seicento. Dal 23 settembre all’8 gennaio, la mostra Il giovane Ribera tra Roma, Parma e Napoli 1608 – 1624, allestita nella Sala Causa al Museo di Capodimonte a Napoli da Nicola Spinosa, uno dei maggiori conoscitori del Ribera e autore di una recente monografia sull’artista, presenta quaranta capolavori dell’artista.

Nato a Jativa, vicino a Valencia, Ribera arriva in Italia per conoscere l’opera del genio italiano allora conosciuto in tutta Europa, Michelangelo Merisi da Caravaggio. Dai primi anni del ‘600 attraversa il Nord della penisola, da Cremona a Milano e a Parma, e qui riceve la protezione del marchese Mario Farnese. Arriva a Roma e conosce l’opera di Guido Reni e di Ludovico Carracci, cugino dei più illustri Agostino e Annibale. Si spinge al sud, fino ad arrivare a Napoli verso il 1616, allora il luogo fondamentale per conoscere l’opera del Caravaggio. Nella città partenopea avviene il profondo cambiamento nello stile di Ribera: accoglie il luminismo caravaggesco, fatto di luce che plasma, che modella e che illumina i soggetti, rendendo trascendentale il reale. Nel 1630 incontra Velazquez e la sua pittura cambia. Il vigore dei primi anni napoletani si affievolisce in favore di un tocco più pacato e di un colorismo più contenuto. Un’anteprima della mostra del Museo  di Capodimonte c’è stata al Museo del Prado a Madrid, nella scorsa primavera, realizzata grazie alla collaborazione tra il museo madrileno e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli.

Tra le opere in mostra, si potranno ammirare il Sileno ebbro, inizialmente riconosciuto come Bacco e a lungo identificato in tal modo dalla storiografia, mentre molti indizi iconologici svelano il soggetto come Sileno, divinità agricola, ma anche il San Girolamo con l’angelo del Giudizio, opere permanenti del Museo di Capodimonte. Un percorso che consente di ammirare il prodigio artistico di Ribera, attraversando le fasi del suo iter permeato dall’incontro con la pittura italiana e soprattutto con il mostro sacro della pittura dell’epoca, Caravaggio, e che permette di comprendere fino a che punto Napoli, insieme a Roma, divenne all’epoca il centro dell’arte europea.