Il numero 7 del Moviement Magazine è dedicato ai fratelli Coen, un duo fondamentale nella storia del cinema contemporaneo che si divide tra regia e produzione, realizzando film che nel bene o nel male, tracciano una loro storia, destando sempre l’attenzione della critica internazionale. Questo magazine di cultura e approfondimento cinematografico, curato da Costanzo Antermite e Gemma Lanzo, si dedica completamente ad Ethan e Joel Coen, attraverso alcuni saggi e interviste esclusive che ripercorrono la loro carriera sul grande schermo fino ad oggi, sulle pagine in carta patinata di grammatura elevata di questo magazine, completo, curato che alterna perfettamente le parole con belle foto in bianco e nero.

Per molto tempo, soprattutto all’inizio della loro carriera, i fratelli Coen si sono distinti per la loro scrittura creativa e il loro stile registico diverso dagli altri. Uno humor nero, continue citazioni e omaggi a film di genere, personaggi originali e curiosi che si esprimono in dialoghi unici e bizzarri che costruiscono una sceneggiatura di rilievo, e la vena creativa sempre in funzione e in rinnovamento, rendono i Coen quelli che sono, con i loro film da amare o da odiare, ma comunque da vedere. Nel magazine Moviement di questa settima edizione, Paul Coughlin, Alessandro Baratti, Douglas McFarland, Gemma Lanzo e David Del Valle, analizzano la storia artistica e filmica di questi registi, soffermandosi sui film “Non è un paese per vecchi” che gli valse l’Oscar nel 2007, “Il Grande Lebowski” del 1998 , “ A serious man”, il più recente “Il Grinta” che ha consacrato il loro talento. Non vengono comunque tralasciati anche gli altri titoli della loro filmografia, con un’analisi critica e curata delle componenti più importante e interessanti della loro poetica cinematografica, come la sceneggiatura, la regia, la produzione etc… E dopo l’analisi “Il tempo ci sfugge. A Proposito de Il Grinta” di Elena Dagrada e Gabriele Gimmelli, il magazine si chiuse con due interviste riportate da Alex Simon e Cole Haddon.

 

L’universo narrativo dei Coen, si sa, non prevede traiettorie diritte né desideri realizzati: i personaggi sono sempre in balia del caso e i loro piani possono andare a rotoli da un momento all’altro” scrivono Dagrada e Gimmelli. Il mondo Coen è senza dubbio pieno di ombre e misteri, e intriso di una creatività fuori dagli schemi e difficile da delineare in punti precisi e paletti narrativi e tecnici, ma gli autori che hanno realizzato questa monografia hanno senza dubbio fatto un ritratto approfondito e piacevole da consultare, su questi personaggi indispensabili del cinema americano.

Questo magazine è disponibile oltre che in libreria, sul sito www.lanzoeditore.it e www.moviementmagazine.com per una consultazione gratuita.