Risale al 1925 la pubblicazione di Der Prozess (Il Processo), romanzo incompiuto di Franz Kafka, lo scrittore del Novecento che descrive con angosciosa insistenza l’impotenza dell’uomo nel mondo. Ne Il Processo è l’impiegato Joseph K. a ritrovarsi schiacciato dalla macchina giudiziaria, senza conoscere i capi d’accusa che lo costringono a subire questo assurdo processo. Kappa troverà addirittura la morte alla fine di questo percorso, fatto di ostacoli insormontabili, oscuri e impenetrabili.

Andrea Battistini si è occupato dell’adattamento e della regia del nuovo spettacolo, tratto dal romanzo kafkiano, in scena al Teatro Vascello dal 5 al 15 Gennaio. Battistini spiega le ragioni di questa messa in scena con l’esigenza di raccontare la pagina kafkiana, mettendosi al servizio dell’autore e dando forma tridimensionale alle parti narrate. Nessuna mutilazione colpisce il testo, viene tutto fedelmente riproposto: dai passaggi particolarmente poetici,  grotteschi, vorticosamente incalzanti, alle riflessioni, descrizioni, azioni, ritmi tipici di quel lusso inarrestabile che è la scrittura kafkiana. Con Il Processo è di scena la macchina giudiziaria, la burocrazia, l’incomprensione, il senso di colpa, l’angoscia, la solitudine, l’oppressione, in un vortice cha avvolge sempre di più Kappa, trascinandolo fino al terribile epilogo.

Interpretata oggi al Vascello da Raffaella Azim, Filippo Gili, Giovanni Costantino, Totò Onnis, Alessandro Baggiani, Petro Mossa, Davide Rampini, quest’opera è stata oggetto del famoso adattamento cinematografico realizzato da Orson Welles nel 1962. Qui Kappa era magistralmente interpretato da Anthony Perkins e il tribunale prendeva le maestose ed insieme spaventose sembianze del Palazzaccio, sede della Corte di Cassazione a Roma.

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