Seicento metri quadrati di locale nel Palazzo Reale di Napoli, trecento metri quadrati di area espositiva, una galleria virtuale, un centro di documentazione, una sala eventi con cinquanta posti, un bookshop: tutto questo, e molto altro, è il MeMus, il Museo e Archivio storico del Teatro di San Carlo di Napoli. Inaugurato il 30 settembre dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insieme al Ministro della Cultura Giancarlo Galan, il MeMus deve il suo nome all’unione tra le parole Memoria e Museo. Dopo la cerimonia di apertura, in serata al Teatro San Carlo è andato in scena lo spettacolo Terra, l’oratorio di Luca Francesconi su libretto di Valeria Parrella, nato per celebrare i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia.

Il MeMus, che dal primo ottobre sarà visitabile dal pubblico, ha inaugurato le sue sale con la mostra Opera d’Arte. Arte dell’Opera, a cura di Laura Valente, Nicola Rubertelli, Giusi Giustino, Giulia Minoli ed in programma fino al 30 marzo, che vede esposte sessanta opere corredate da video e immagini sugli allestimenti per il San Carlo. “Da decenni, il Teatro attendeva un luogo della memoria in cui narrare la propria grande tradizione, aprire agli studiosi il proprio archivio, proporre alla città uno spazio stabile in cui incontrare autori, artisti e musicisti. Ora il compito del Teatro è animare questo luogo con mostre, eventi, performance e alimentare l’archivio con quanti più materiali possibile, fino a renderlo, auspicabilmente in collaborazione con le altri grandi istituzioni musicali partenopee, un centro documentale di assoluta eccellenza” ha affermato soddisfatta Rosanna Purchia, sovrintendente del Teatro di San Carlo. Il Teatro di San Carlo diventa, così, il secondo teatro italiano ad avere un museo, insieme al Teatro La Scala di Milano. Un grande passo per Napoli, per i cittadini, e per il Teatro, per dimostrare che la grande tradizione della città può portare a momenti di grande innovazione culturale.