A quattro anni da Bling Ring, Sofia Coppola dirige L’Inganno (titolo originale The Beguiled), presentato in anteprima alla 70°edizione del Festival di Cannes. L’ambizioso remake di La notte brava del soldato Jonathan, film del 1971 diretto da Don Siegel, si propone come un adattamento dell’omonimo romanzo di Thomas Cullinan, ambientato nello stato della Virginia durante la guerra civile.

Siamo nel 1864 quando in un collegio femminile con sede in una villa coloniale che sembra ricordare la dimora di Rossella O’Hara in Via Col Vento, trova rifugio un soldato americano ferito, interpretato da Colin Farrell. L’uomo zoppicante e debole viene accolto da Miss Martha Farnsworth (Nicole Kidman) con diffidenza e generosità. La donna si prende cura di lui rimettendolo in piedi, ma la presenza di questa unica figura maschile in una casa abitata da cinque ragazze di età diversa crea inevitabilmente scompiglio. La competizione si fa strada nel nome di una gelosia naturale quanto letale, e il soldato ben presto si ritrova al centro di un Piccole Donne in versione thriller, inquietante ed intrigante.

Nicole Kidman nel film L’Inganno

Gelosie, segreti e sensualità

La Coppola mette in gioco diverse personalità che tirano le fila di un dramma al femminile con un ritmo dinamico e una struttura narrativa che funziona. Elle Fanning è provocante ed impulsiva, Kirsten Dunst è la più responsabile e razionale che però si innamora dell’affascinante straniero perdendo di vista le priorità, mentre Nicole Kidman è la leader che si comporta come una madre per le varie ragazze e cerca di mantenere l’ordine, proteggendole dal mondo esterno.

Fondamentale anche il ruolo della piccola Amy, interpretata dalla bravissima Oona Laurence che abbiamo ammirato anche in Bad Moms e Il Drago Invisibile. La contaminazione esterna mette in discussione l’armonia all’interno di quel collegio femminile immerso nella natura e lontano dagli orrori della guerra, di cui si avvertono solo rumori lontani e qualche visita saltuaria dell’esercito del Sud.

La rinascita di Sofia Coppola

L’estetica del film lascia senza parole, con un’ambientazione suggestiva e romanticamente spettrale fatta di foreste avvolte nella nebbia e tramonti discreti che ricordano le atmosfere di Into the Woods e Il Mistero di Sleepy Hollow. Sofia Coppola sembra ritrovare il suo cinema di una volta, con uno stile e una poetica che abbiamo apprezzato ne Il Giardino delle Vergini Suicide del 1999.

Elle Fanning nel film L’Inganno

Tuttavia la sceneggiatura avrebbe potuto approfondire maggiormente i vari personaggi, senza correre nella seconda parte, rendendo il finale troppo precipitoso. Mentre l’inizio del film segue una narrazione attenta e delicata, il cambio repentino del registro e del tono del film in un secondo momento si avverte un po’ forzato e sbrigativo, rovinando in parte l’effetto finale.

L’Inganno è comunque un thriller raffinato in cui la tensione sessuale costante viaggia in parallelo con una pungente sfida alla conquista, in un clima da romanzo inglese che si scontra con una passionalità western statunitense. Lo consigliamo sicuramente come una rinascita della giovane regista figlia d’arte che forse ha ritrovato la sua creatività anche grazie ad un cast impeccabile.

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