Se in Italia Jeeg Robot non è più solo il sinonimo del manga giapponese ideato da Go Nagai, il merito è di Gabriele Mainetti, il regista di uno dei più grandi successi cinematografici dell’anno: Lo chiamavano Jeeg Robot. Arrivato alla 46° edizione del Giffoni Film Festival, l’attore e autore italiano ha presentato Edison For Nature, il progetto di cinema collettivo sull’uomo, l’energia e la natura. La partecipazione al concorso, aperta a chiunque voglia raccontare una storia sui comportamenti sostenibili e l’energia del futuro, si delinea in video-interviste e cortometraggi, sceneggiature e testi, fotografie e audio messaggi. Un’iniziativa divisa in tre fasi, curata da MainettiAndrea Segre, che dà al primo classificato la possibilità di partecipare alle riprese del nuovo film dell’autore de Lo chiamavano Jeeg Robot. Oltre all’impegno per la sostenibilità, Gabriele Mainetti ha tenuto un’interessante masterclass dove ha raccontato ai ragazzi del Festival le origini del suo sguardo cinematografico.

Intervista esclusiva al regista Gabriele Mainetti

Vincitore di sette David di Donatello, Lo chiamavano Jeeg Robot cavalca il successo dei cinecomics aggiornando, tra sapore pulp ed eccellenti protagonisti come Claudio Santamaria e Luca Marinelli, un’industria cinematografica in bilico tra la commedia e il dramma. Noi di NewsCinema abbiamo incontrato Gabriele Mainetti nella cornice del Festival dei ragazzi e gli abbiamo chiesto tante curiosità sulla genesi de Lo chiamavano Jeeg Robot, sulla passione per i fumetti Marvel e Dc (e su quale tra le due case editrici preferisca), sull’amore per gli anime giapponesi, sulle difficoltà di presentare al cinema tricolore un’opera ricca di eroi, anti-eroi ed effetti speciali e sul prossimo progetto, definito estremo ma ancora avvolto dal mistero. Gabriele Mainetti ha risposto a tutte le nostre domande svelandoci l’origine del successo del 2016, presentato in anteprima alla scorsa edizione del Festival di Roma, e tanto altro…

Call to Action EDISON FOR NATURE