Il cortometraggio “Io sono qui” di Mario Piredda. L’Ischia Film Festival  dedica ampio spazio ai cortometraggi e ai registi emergenti, e tra i cortometraggi in concorso c’è “Io sono qui”, una storia di appena venti minuti, tra la Sardegna e il Kosovo.
Giovanni è un ragazzo sardo come tanti, che decide di arruolarsi nell’esercito italiano, data la scarsa offerta lavorativa che esiste in Sardegna, la sua terra. Così, viene spedito in Kosovo, dove si ammala gravemente, trovando la morte e lasciando quindi i suoi tre più cari amici, travolti dalla tristezza e pieni di domande sull’accaduto e sulla possibile esistenza di un aldilà.
Io sono qui” nasce come un film di denuncia, per sottolineare le tragiche conseguenze della guerra in Kosovo, in cui sono stati coinvolti moltissimi italiani, non solo vittime di scontri a fuoco ed attacchi nemici, ma anche contagiati dall’uranio impoverito e altri sostanze dannose per il corpo umano.

Il regista Piredda riesce a portare sullo schermo un cortometraggio arricchito da un ottima fotografia e con una buona sceneggiatura che gioca su livelli drammatici, senza trascurare anche l’ironia e la leggerezza della normale quotidianità dei ragazzi giovani. Suggestive e coinvolgenti le scene in cui appaiono uomini anonimi vestiti con tute anti contagio, minacciosi e con l’incedere lento ma incisivo, che permettono di presagire cosa accadrà di lì a poco. Simpatiche le battute e le situazioni amichevoli tra i quattro amici e i loro paesani, e l’originale pensiero finale sulla natura della morte e la volatilità delle persone che se vanno prima di noi. L’unico neo di “Io sono qui” che mi sento di sottolineare, è la poca linearità della narrazione, a causa di diversi tempi narrativi che non vengono ben delineati dal montaggio. Giovanni con gli amici in Sardegna, Giovanni in Kosovo, Giovanni scomparso, sembrano storie parallele più che passato, presente e futuro della vita di una stessa persona. Questo, a causa di una sbagliata scelta registica, che non rende bene i passaggi temporali dei diversi periodi in cui la storia si svolge.

Comunque “Io sono qui” riesce a lanciare il messaggio che vuole, nei pochi minuti di girato a disposizione e questo è lo scopo di un cortometraggio ben fatto, solitamente.