Ieri sera è andata in scena al Teatro Quirino di Roma, l’ultima replica de La bisbetica domata, commedia shakespeariana diretta da Armando Pugliese. Protagonisti Vanessa Gravina, nei panni della bella e ribelle Caterina di Padova, e Edoardo Siravo, nel ruolo di Petruccio.

In una Padova reinventata dall’autore trame incrociate, scambi di identità e manipolazioni linguistiche, l’avventuriero veronese Petruccio  sposa e soggioga l’intrattabile Caterina di Padova, attirato soprattutto dalla sua dote. Trame incrociate, scambi di identità e manipolazioni linguistiche, in una Padova reinventata dall’autore. Il testo shakespeariano fa sì che i due personaggi principali, Gravina e Siravo, siano i protagonisti di una rappresentazione teatrale, a cui altri personaggi assistono in scena. La regia di Pugliese individua tre mondi nell’universo della commedia: nel prologo e nell’epilogo troviamo quello tardo-cinquecentesco della taverna, abitata dal calderaio e dai suoi compari, che raccontano le loro vicende con un realismo quasi caravaggesco; il mondo della rappresentazione, invece, è proiettato in una sorta di futuro immaginifico, che in realtà ha i toni e i colori dei nostri anni Sessanta. Infine, la casa di Petruccio, dove Caterina viene “educata”, diventa una sorta di mondo dei trolls, dove il “domatore” comanda e governa i suoi servi ibseniani, per sottomettere la femmina ribelle.