Continua il lavoro della compagnia di Luca De Filippo sulla drammaturgia di Eduardo, in particolare su quella del periodo post- bellico, con la messa in scena al Teatro Quirino di Roma de Le bugie con le gambe lunghe. Questa commedia fu scritta dal grande Eduardo nel  Dicembre del 1946, subito dopo il debutto a Napoli di Filumena Marturano. Fu proprio lo straordinario successo di quest’ultima a causare il continuo rinvio del debutto della successiva commedia, le cui repliche romane inizieranno il 26 Dicembre e andranno avanti fino all’8 Gennaio, compresa la sera di San Silvestro (spettacolo alle ore 19.30).

Le bugie con le gambe lunghe, opera che anticipa le modalità drammaturgiche moderne presenti nell’Eduardo a venire, tratta il tema della verità e della menzogna, in cui il rivolo di amarezza, che serpeggia nella comicità a tratti farsesca del primo atto, si accentua con il procedere dell’azione. L’intreccio è sorretto dai reciproci intrighi, che alcune coppie intessono attorno a Libero Incoronato, un uomo modesto, onesto, dignitoso e fiero, la cui vita viene sconvolta dai vicini, i quali tentano, suo malgrado, di convincerlo in ogni modo nelle loro squallide storie. Prima ingenuamente deciso a smascherare le clamorose menzogne spacciate per verità, Libero decide alla fine di adeguarsi in modo provocatorio alla regola generale, rilanciandola e amplificandola fino al paradosso. Ed ecco spiegato il titolo della commedia: mentre le bugie dalle gambe corte sono quelle puerili ed ingenue, tipiche dell’età infantile, quelle dalle gambe lunghe sono tipiche dell’età adulta, a proposito delle quali Eduardo affermò, nell’intervista rilasciata a Sergio Romano: ” sono quelle bugie che tutti noi dobbiamo aiutare a camminare per non far cadere l’impalcatura della società”.