Liberamente tratto da Il malinteso di Albert Camus, La madre andrà in scena al Teatro Vascello (via Carini 78) per dieci giorni, dal 19 al 29 Gennaio. Questo spettacolo, scritto da Paolo Fallai e diretto da Alessandro Berdini racconta la storia di due assassine: madre e figlia, prigioniere del loro albergo in una regione fredda e sperduta di un’Europa senza speranza. Le due donne, interpretate da Paola Rinaldi e Vittoria Faro, nutrono i loro sogni uccidendo e rapinando i viaggiatori di passaggio. La tragedia diventa epica quando uno di queste vittime si rivela, a cose fatte, essere il figlio dell’una e il fratello dell’altra, tornato dopo un’assenza di vent’anni, senza farsi riconoscere dalle due donne, alla ricerca delle proprie radici.

Si è detto spesso che “Il malinteso” è il dramma della castrazione, della negazione maschile spinta alle estreme conseguenze tanto da infrangere uno dei tabù originari della natura: l’impossibilità per una madre (e per una sorella) di riconoscere il proprio sangue. Si tratta quindi di una tragedia assoluta, ma non tanto per l’efferatezza degli omicidi fino al mostruoso epilogo, quanto per l’apparente levità con cui vengono commessi: non c’è un futuro per le due donne, che non sia la favola di un “altrove” pieno di sole a cui non mostrano mai di credere fino in fondo. Esiste invece la routine di una ribellione sorda che si ripete meccanica, come fosse solo un aspetto delle faccende domestiche di un vecchio albergo sull’orlo della chiusura: l’accoglienza del malcapitato, il tè drogato, la spoliazione dei beni, il corpo fatto scivolare nel fiume che si incarica della sepoltura, almeno fino alla prossima chiusa, dove andrà ad impigliarsi con quello dei suicidi.