Lo scorso martedì Andrea Papini ha presentato, all’Ischia Film Festival, il suo nuovo film La misura del confine, insieme al protagonista Luigi Iacuzio (Le cose in te nascoste). Scegliendo la gelida ambientazione  di un rifugio  montano nel bel mezzo delle Alpi valsesiane, a tremila metri di quota, Papini ha trascinato il pubblico della manifestazione ischitana nel freddo, per raccontare la storia del ritrovamento di una mummia al confine fra Italia e Svizzera.

Il sindaco del posto si rivolge a due topografi, un svizzero e l’altro italiano, per ricostruire la linea di confine, cancellata dalla neve e dal ghiaccio. Le accurate indagini dei due portano alla luce un delitto commesso nel dopoguerra e il suo segreto. Il regista piemontese di nascita, ma romano di adozione, non è nuovo alle atmosfere gialle e noir, infatti  la sua carriera, iniziata nella metà degli anni ottanta, subisce una svolta con La velocità della luce, noir girato nel 2008, che gli vale il primo premio della rassegna “Cinema Domani. Esordi del Cinema italiano indipendente”. Questo premio, che consisteva  nell’utilizzo della telecamera Red 4K, ha reso possibile la realizzazione de La misura del confine, un film che rientra pienamente nello spirito del festival ischitano dedicato alle location.