È strano credere che anche in Francia gli effetti della crisi abbiano colpito il mondo dell’arte, eppure le cose stanno esattamente così. Certo è che il modo di affrontare tagli e riduzioni di finanziamenti nel settore culturale è estremamente interessante, perché tra i francesi si è diffusa una nuova moda, a dir poco straordinaria: la colletta. Fin qui nulla di anormale, se non fosse che questa volta, attraverso la donazione dei privati cittadini, si sta cercando di salvare delle opere d’arte il cui destino altrimenti sarebbe incerto.  È successo così che, grazie ad una colletta organizzata sul web che ha coinvolto ben cinque mila utenti, il dipinto Le Tre Grazie di Lucas Cranach è entrato a pieno titolo nella collezione del Louvre.  L’iniziativa ha preso corpo il 13 novembre dello scorso anno. Il proprietario dell’opera l’aveva messa in vendita e circa un terzo dell’investimento necessario per l’acquisto della tela venne finanziato da un gruppo di mecenati. Ma per raggiungere la cifra mancava ancora un milione di euro. Il Louvre, quindi, decise di sottoscrivere una raccolta fondi dal titolo eloquente Tutti mecenati e, grazie alla generosità dei cittadini, ora il dipinto è di proprietà del Louvre. Ma le soddisfazioni non sono finite: il museo nazionale francese del Louvre esporrà la tela in un’apposita sala dal 4 marzo al 4 aprile, dando spazio ai nomi dei donatori che hanno contribuito a questo successo di solidarietà artistica, e successivamente Le Tre Grazie entreranno a far parte della sezione dedicata alla pittura nordica.

Dopo il clamoroso sostenimento dato al Louvre, anche il Theatre des Bouffes du Nord di Parigi ha chiesto un aiuto economico ai propri spettatori per l’opera del compositore francese Pascal Dusapin, O Mensch, realizzata a partire dai poemi del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche.  Dopo l’abbandono da parte di Peter Brook, regista teatrale britannico nato a Londra nel 1925, dopo trentaquattro anni, della carica di direttore del Theatre des Bouffes du Nord e le drastiche riduzioni delle sovvenzioni  da parte dello Stato francese, ora il destino di questo luogo storico, fondato nel 1876 dall’imperatore tedesco Guglielmo II, è a rischio.

È evidente, il cielo d’Europa è grigio, ma, nonostante tutto, c’è ancora motivo per sperare. Cinque mila persone hanno già dimostrato che vale ancora la pena investire qualche euro per donare al proprio Paese opere che ne costituiscono un fondamento per il benessere di tutti.