Cosa vi aspettereste dall’ incontro con una civiltà aliena? E soprattutto cosa troverebbero loro atterrando nel nostro Paese?

Gian Alfonso Pacinotti, meglio conosciuto come fumettista con il nome di Gipi, esordisce alla regia portando sullo schermo la graphic novel Nessuno mi farà del male di Giacomo Monti (Canicola). Alla vigilia dello sbarco degli alieni sulla terra, in una piccola città della Toscana, la gente comincia a domandarsi come cambierà la propria vita. Vengono per rubarci il lavoro? Saranno buoni o cattivi? Luca (Gabriele Spinelli), un uomo con enormi difficoltà di relazione, sembra non porsi il problema. Ma l’avvento degli alieni, lentamente si rivelerà l’evento che cambierà la sua vita.

In un mondo che ha perso ogni speranza, vuoto e inerte, in attesa di qualcosa, popolato da personaggi meschini, Luca non riesce a distinguere il bene dal male. Abbandonato dalla madre in tenera età, ha sviluppato un odio per le donne infantile, riflesso di quello del padre. Attorno a lui personaggi ai limiti del grottesco, e per questo plausibili, capaci di profonde crudeltà. L’amicizia con Roberta (Luca Marinelli), un trans che conosce dall’infanzia, è l’unica sincero momento di umanità. Paralizzato dalla paura di vivere, Luca è in personaggio incapace di agire, di prendere una posizione, che sogna di riuscire ad avvicinare la sua vicina di casa, Anna (Anna Bellato). In una realtà stagnante e marcia, l’unica speranza di cambiamento sembra essere l’avvento messianico degli alieni.

Uno sguardo nuovo sulla nostra società, diverso nel panorama del cinema italiano, se non unico. Una regia consapevole e totalmente al servizio della storia, che riesce a cambiare registro con disinvoltura propria di chi conosce bene il mestiere. Gipi pesa attentamente ogni elemento, sceglie con cura l’inquadratura adatta a raccontare ciascun momento della storia, trovando la giusta distanza per osservare il percorso di Luca. Un film che alla 68esima Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia giunge inaspettato per l’originalità e la compiutezza. Una sicurezza e una maturità che va al di là dell’esordio. Una vera voce fuori dal coro