Questa mattina a Roma, presso l’Hotel De Russie si è svolta la conferenza stampa del film d’animazione targato Disney Oceania, nelle sale italiane a partire dal 22 dicembre 2016. Inutile dire che l’impronta del marchio più famoso di lungometraggi e cortometraggi animati è ben riconoscibile anche in questo prodotto, che porterà intere famiglie al cinema, durante le vacanze natalizie. La storia narra l’avventura intrapresa dalla piccola Vaiana, la quale metterà a disposizione della natura, anima e corpo, per far in modo che il cuore di Te Fiti ritorni al suo posto.

Durante questa missione, sul suo cammino incontrerà il semidio Maui, che è proprio colui che le ha tolto il cuore. Sebbene inizialmente le darà del filo da torcere, ben presto capirà il suo intent,o insegnandole a navigare e ad indirizzarla verso Te Fiti, per far in modo che la natura riacquisti il suo antico splendore. Oceania, conosciuto anche con vari nomi come Moana, valido per tutto il mondo, è stato introdotto quest’oggi da Francesco Alò il quale ha monitorato l’incontro al quale hanno preso parte i registi e colonne portanti della Disney, Ron Clements e John Musker, insieme alla produttrice Osnat Shurer, per la prima volta al lavoro su un lungometraggio.

Da sinistra verso destra, i registi John Musker, Ron Clements e la produttrice Osnat Shurer

Da sinistra verso destra, i registi John Musker, Ron Clements e la produttrice Osnat Shurer

Perchè avete deciso di trattare questa porzione di mondo, approfondendo il lavoro attraverso varie ricerche sul posto per studiare le tradizioni locali?

John Musker: L’idea di fare un film ambientato in Polinesia è nata circa 5 anni fa. Non ero mai stato di persona in quel luogo, avevo visto solo dipinti e letto libri sulla mitologia polinesiana. Così mi sono imbattutto nella storia di Maui e il suo amo da pesca magico e i tatuaggi, ed ho presentato l’idea a Ron, e ora eccoci qui.

Ron Clements: Come ha già detto John, l’idea del personaggio di Maui ci piacque molto, e da questo personaggio abbiamo deciso di approfondire tutto. Siamo partiti e abbiamo trascorso tre settimane in quei luoghi. Tra l’altro gli abitanti della Polinesia, hanno contribuito notevolmente alla storia della navigazione, essendo i migliori del mondo. Loro in fondo trattano l’Oceano come se fosse vivo, compresa la natura.

Osnat Shurer: Abbiamo fatto vari viaggi con tutta l’equipe per poter studiare da vicino quei luoghi ed imparare a familiarizzare con la gente del posto.

Com’è nata la collaborazione con il compositore e paroliere Lin-Manuel Miranda e Mark Mancina? E il successivo lavoro per la Sirenetta?

Ron Clements: Quando ci siamo recati sull’isola con John, ovunque si sentiva musica. C’erano canzoni di benvenuto, canzoni di saluto e d’addio. In quel momento abbiamo capito che la musica avrebbe dovuto ricoprire un ruolo fondamentale.Per questo motivo, Osnat ha fatto delle ricerche per trovare delle musiche adatte al film. Per questo motivo abbiamo chiamato Lin-Manuel Miranda, il quale ha fatto un lavoro di traduzione dalla lingua locale all’inglese. Il nome di Miranda è stato scelto anche per la Sirenetta, per l’immenso amore che lui prova da sempre verso questo cartone animato, tanto da aver chiamato Sebastian, il figlio.

Che cosa ha di più Vaiana, rispetto le altre eroine della Disney?

Osnat Shurer: Noi siamo profondamente orgogliosi dell’eredità Disney. Vaiana non ha precedenti. Lei è l’eroina del proprio viaggio, cerca di salvare il mondo, senza pensare alla classica storia d’amore, perchè non ha tempo. E’ una ragazza moderna, nonostante la storia sia ambientata in un contesto diverso.

C’ è un legame tra il vulcano del cortometraggio Lava e questo film? Come vi è venuta in mente l’idea dei tatuaggi animati?

John Musker: Per noi Lava è stato una sorpresa, lo avevamo elaborato concentrandosi sulle Hawaii, ma senza l’ukulele. L’idea dei tatuaggi animati è nata dall’inizio. Sviluppando la storia, poi è nato il Mini Maui, il quale rappresenta la sua coscenza, come se fosse un alter ego.

Come mai avete deciso di disegnare dei personaggi rotondi, ma soprattutto come avete fatto a fare in maniera così realistica i capelli e l’acqua?

Ron Clements: Effettivamente i capelli e l’acqua sono le due cose più difficili da riprodurre in maniera digitale. Un altro elemento complicato è stata la lava. Quando abbiamo deciso di fare questo film abbiamo capito fin da subito, che sarebbe stata una vera sfida. Dopo la presentazione e l’approvazione del progetto, il problema fondamentale è stato ricreare questi elementi. Dopo vari esperimenti e varie documentazioni, ecco il risultato.

John Musker: Tornando a 5 anni fa, quando siamo partiti per la Polinesia, siamo stati su un’isola in particolare, ed abbiamo incontrato un uomo che parlava con l’oceano come se fosse vivo, come fosse un essere umano. Per questo motivo, abbiamo deciso di trattare l’Oceano come se fosse un personaggio, come fu il Tappeto per Aladino.

Dopo l’incontro con i registi e la produttrici, sono arrivate le voci italiane del film, composte da l’attrice Angela Finocchiaro nel ruolo della Nonna Tala, il cantante Raphael Gualazzi nel ruolo del granchio vanitoso Tamatoa, la cantante Chiara Grispo nel ruolo di Vaiana per le canzoni. Ed infine il rapper Rocco Hunt, il quale ha composto il testo della canzone dei titoli di coda e il vincitore di Amici ’16, Sergio Sylvestre, collaborando per la prima volta insieme nella canzone Prego.

Da sinistra a destra: Rocco Hunt, Sergio Sylvestre, Chiara Grispo, Angela Finocchiaro, Raphael Gualazzi.

Da sinistra a destra: Rocco Hunt, Sergio Sylvestre, Chiara Grispo, Angela Finocchiaro, Raphael Gualazzi.

Hai avuto difficoltà nell’adattare la tua voce alle canzoni all’interno del film?

Chiara Grispo: Si, è stato difficile perchè per me è una cosa nuova ed ho dovuto prestare molta attenzione. Ma nonostante tutto, è stata un’esperienza che mi ha dato tantissimo.

Vaiana è forte e sapeva da subito qual era il suo sogno e obiettivo. Ti rivedi in lei?

Chiara Grispo: Mi ritrovo molto in lei, ho fatto in modo di arrivare a realizzare il mio sogno e anche se ho solo 19 anni, purtroppo ho ricevuto anche molte porte in faccia.

Come ti sei trovato a doppiare un cartone animato?

Raphael Gualazzi: Doppiare per me è stato un caso. Avevo interpretato già dei brani del Libro della giungla, per un cd della Disney. Sono favvero felissimo.

Com’è il vostro rapporto con il mare? Per quale motivo prendereste anche voi una zattera per fare come Vaiana?

Raphael Gualazzi: Io la prenderi per l’amore della musica.

Angela Finocchiaro: Io per l’amore. Non per una persona, ma come ha fatto Vaiana, per il suo popolo, per gli altri.

Chiara Grispo: Io per la musica e la famiglia. Sono fondamentali per me.

Sergio Sylvestre: Io in effetti già l’ ho fatto. Chi conosce un po’ la mia storia lo sa. Quando sono partito da Los Angeles per l’Italia, ho rischiato.

Rocco Hunt: Lo stesso discorso di Sergio, vale per me. Da dove vengo io, se non avessi superato il Reef come nel film, non sarei qui. Io lo farei per me stesso e poi per aiutare gli altri. In fondo anche io ho portato i problemi della mia terra per aiutarla, come ha fatto Vaiana.

Che emozione hai provato nel doppiare una principessa Disney? Hai ascoltato le canzoni originali? Qual è la tua canzone preferita Disney?

Chiara Grispo: Si, ho visto la versione in inglese. Ho realizzato un sogno nel doppiare nel canto una principessa Disney. Sono cresciuta con Camp Rock e High School Musical sono i motivi per i quali ho iniziato a cantare e la mia canzone preferita è presente nel secondo film.

Com’è il tuo rapporto con la Disney?

Angela Finocchiaro: Io sono innamorata dei cartoni animati. Mi ricordo della VHS di Dumbo, che si ruppe improvvisamente. Fu una tragedia. Poi quando ho avuto i miei figli ne ho approfittato per fargli vedere tutti i film Disney.

Cosa ne pensi del personaggio anticondormista della Nonna Tala?

Angela Finocchiaro: Il rapporto tra Vaiana e la Nonna è davvero prezioso, cosa che io non ho avuto. Riuscire a capire di avere accanto una figura come lei, che ti fa da guida è un grande regalo e per riuscire a captarlo, bisogna avere le antenne. Vaiana ha avuto la nonna, mentre io gli amici.

Cosa pensate delle metafore presenti nel film?

Rocco Hunt: Una bimba che insegna a Maui come combattere un demone è tanta roba. Forse in questo modo, un bambino che vedrà questo film, potrà capire che prevenire è meglio che curare.

Sergio Sylvestre: Andare oltre alle proprie paure e ai propri limiti.

Chiara Grispo: Vaiana non poteva superare il Reef, ma nonostante tutto è riuscita a superare i suoi limiti. La mia nonna è il mio papà che mi sprona sempre a fare di più.

Angela Finocchiaro: Quando i bimbi inizialmente sono spaventati da alcune situazioni, non si arrendono e cercano in tutti i modi di superare gli ostacoli. Vaiana va anche verso la morte. Se nelle favole non entri nel dolore, non cresci.

Raphael Gualazzi: C’è un ritorno al valore educativo delle emozioni, del cuore che non può essere tenuto solo per se. I valori più importanti sono per l’amore e la famiglia.