Il 19 aprile l’Auditorium della Conciliazione si è tinto di rosso sangue per la première europea di Outcast, il nuovo show scritto e prodotto da Robert Kirkman, il creatore di The Walking Dead. Caratterizzato da una scenografia di stampo internazionale e da divertenti giochi di luce, l’evento ha ospitato tanti vip del cinema e della televisione italiana, i produttori esecutivi della serie Chris Black e Sharon Tal e gli interpreti principali Patrick Fugit, Wrenn Schmidt, Kate Lyn Sheil, Reg E. Cathey e Philip Glenister. Tratto da un fumetto di Paul Azaceta e Robert Kirkman, Outcast racconta la storia di Kyle Barns (Patrick Fugit), un uomo che, dopo aver vissuto un momento difficile, decide di riprendere in mano la sua vita. Nel frattempo il reverendo Anderson (Philip Glenister) affronta il terrificante caso di possessione di un bambino di dieci anni. Kyle, avendo già sconfitto le forze del male in passato, sarà l’unico in grado di affrontare i demoni. Ma qual è il segreto di Kyle? E soprattutto, perché è così temuto dal mondo dell’oscuro?

La sigla caratterizzata da inquietanti immagini rovesciate e la brutale sequenza di apertura proiettano lo spettatore in Outcast, l’universo televisivo in cui la possessione demoniaca è all’ordine del giorno: “Le possessioni in Outcast sono un problema risolvibile – ha dichiarato Robert Kirkmani protagonisti dello show cercano di capire come fermarle una volta per tutte“. Se il prologo ricorda la prima efferata stagione di The Walking Dead, il pilot prende una direzione diversa mettendo in secondo piano l’azione e ponendo l’attenzione sui personaggi e sulla narrazione: “Kyle ha delle abilità diverse dal classico esorcista – ha continuato Kirkman l’aspetto interessante è che lo vedremo esorcizzare persone diverse tra di loro tra cui anche un bambino, una sequenza che sicuramente farà discutere“. Effettivamente la scena, presente nel pilot, è tanto efferata quanto fedele alle pagine del fumetto; chi pensa però di ritrovare nella serie solo le splendide immagini di Paul Azaceta si sbaglia perché Outcast prende le distanze dalla storyline principale e introduce tanti nuovi spunti: “Quando si realizza uno show da un fumetto è fondamentale espanderne la storia e dare ai personaggi più obiettivi da portare a termine – ha concluso Kirkmannon facciamo altro che prendere il comic-book originale e introdurre aspetti accattivanti“. Outcast, tralasciando l’atmosfera e i personaggi che strizzano l’occhio a The Walking Dead, è qualcosa di nuovo nel panorama televisivo. Nonostante il tema demoniaco sia trito e ritrito, Kirkman riesce a dare una personalità allo show. La troppa carne al fuoco rende difficile capire l’evoluzione della serie ma la sensazione a fine pilot è quella di voler vedere i successivi nove episodi della prima stagione; un punto di forza che rende Outcast non solo uno dei prodotti più attesi del 2016 ma anche una di quelle serie di cui sicuramente sentiremo parlare ancora a lungo.

Outcast debutterà il 3 giugno negli Usa su Cinemax e il 6 giugno in Italia su Fox.

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