Il Roma Fiction Fest ha dato spazio ad una serie televisiva molto bella e ben realizzata, intitolata “Pan am“, poichè racconta il periodo di maggior successo dell’omonima compagnia aerea statunitense che operò dal 1931 al 1991, ma almeno fino agli anni Settanta fu la più moderna e rinomata compagnia degli Stati Uniti che copriva tutto il mondo, tranne l’Antartide.

 

Entrare a far parte della Pan am era davvero frutto di una selezione accurata e puntigliosa, soprattutto per le hostess che dovevano conoscere almeno tre lingue diverse, avere un corpo dalle misure perfette ed essere sempre in ordine fin nel più piccolo dettaglio, come una sorta di comparto dell’esercito militare femminile. In questa serie le protagoniste sono proprio quattro ragazze che hanno intrapreso questa vita in viaggio per il mondo a bordo dei nuovi e fiammanti aerei americani: Colette (Karine Vanasse), Laura (Margot Robbie), Maggie (Christina Ricci) e Kelli Garner. Sembra che le quattro amiche di Sex and the city si siano trasformate in assistenti di volo pronte al decollo. Ambientato negli anni Sessanta, periodo storico di grandi cambiamenti sociali, in cui la figura femminile era ancora nell’ombra di quella maschile, ma cominciava a crearsi una sua identità di maggiore spessore, “Pan am” racconta il momento storico degli Stati Uniti
attraverso la vita personale e di bordo dei protagonisti, tra cui anche il giovane pilota Dean, interpretato da Mike Vogel, che nell’episodio pilota, effettua il suo primo volo come Capitano a bordo di un aereo nuovo al suo primo decollo, con a seguito Colette, Maggie, Laura e la sorella. Un cast giovane e in gamba e l’ottima sceneggiatura sono i punti di forza di questo prodotto targato ABC che è stato mandato in onda domenica scorsa in America e speriamo arrivi presto qui da noi. Già dal primo episodio, la storia risulta coinvolgente e prende vita attraverso un ritmo acceso e variegato, con salti temporali perfettamente raccordati tra di loro ed emotivamente sviluppati tanto da rendere lo spettatore parte delle diverse storie che si intrecciano vorticosamente.

La fotografia e la scenografia ricche di colori e fedeli al periodo storico che raccontano, donano raffinatezza ed eleganza a questa nuova serie tv, che seppur riportando alla mente altri prodotti televisivi è originale e interessante da seguire. Molto bella la scena di fine episodio, in cui gli occhi di una bambina oltre il vetro del gate all’ aereoporto, riescono a far capire pienamente come fosse vista la figura dell’hostess Pan am in quegli anni: una vera e propria star e modello per ogni bambina americana che da quel momento in poi non desiderava altro che diventare una di quegli angeli vestiti di blu, perfette e piene di grazia che avrebbero visto tutto il mondo.