C’era una volta Ponte Milvio a Roma. Ponte storico dove nel 312 Costantino I e Massenzio se le diedero di santa ragione nella nota battaglia di Ponte Milvio. Su questo ponte Costantino ebbe la rivelazione: vide la Croce che riportava scritto In hoc signo vinces, e fu così che l’imperatore si portò a casa la vittoria e decise di integrare i cristiani, dando vita ad una nuova epoca per l’impero romano. Ora la battaglia ha di nuovo inizio. Ma questa volta a combattere sono due fazioni: i pro-Moccia e gli anti-Moccia. Ma andiamo con ordine. Tutto ebbe inizio nel 2007. Nel marzo di quell’anno, nelle sale cinematografiche italiane, approdava Ho voglia di te, il film tratto dall’omonimo romanzo di Federico Moccia, interpretato da Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti. Qui, il fattaccio. I due protagonisti si giurano amore eterno, mettono il lucchetto sul lampioncino e gettano la chiave nel Tevere. Da allora, i poveri lampioni di Ponte Milvio gridano vendetta. Nel luglio 2007, addirittura il Comune di Roma ha dovuto installare dei pilastri in prossimità di ogni lampione, a seguito della rottura di uno di essi, in sovraccarico di lucchetti. Arriviamo, quindi, ai giorni nostri. Il Consiglio del XX Municipio ha deciso di rimuovere quello sterminio di blocchetti di metallo siglati dalle iniziali degli innamorati, tanto che il Presidente ha affermato la necessità di questo gesto per restituire il giusto decoro ad un luogo storico di prim’ordine come Ponte Milvio. Ma i colpi di scena in questa battaglia non sono finiti. Il Sindaco Gianni Alemanno ha chiesto di ponderare bene questa scelta: “rispetto alla decisione del Consiglio del XX Municipio di rimuovere i lucchetti da Ponte Milvio ho parlato al telefono con il presidente, Gianni Giacomini, pregandolo di aspettare qualche giorno. Vorrei infatti avere il tempo di sentire l’autore dei romanzi che hanno lanciato la moda dei lucchetti, Federico Moccia, per vedere se è possibile trovare un’alternativa a questa che è ormai diventata una usanza romana e non solo per gli innamorati”.

Bene. Chissà cosa direbbero, se ascoltati, Giuseppe Valadier che, nel 1805, realizzò i lavori di restauro, su commissione di papa Pio VII, o lo stesso imperatore Costantino che cambiò la sua vita proprio lungo questa passerella. Purtroppo non è dato saperlo. Ma i romani sono veramente così legati a questa usanza, tanto da preferire un manto di ferraglia sui lampioni di Ponte Milvio, luogo romantico per sua natura senza surrogati di metallo, piuttosto che prediligere il decoro urbano? Intanto, Alemanno, Moccia, Giacomini e Marco Perina, assessore municipale alla Cultura, mercoledì 14 dicembre saranno a Ponte Milvio per un sopralluogo su cui ragionare per attuare una soluzione. D’altra parte tra innamorati non servono catene e lucchetti per giurarsi amore eterno.