Dopo il biopic Madoff e il dramma storico I Medici, la decima edizione del Roma Fiction Fest si tinge di sfumature crime con Good Behavior, l’affascinante serie televisiva targata TNT. Tratta dal romanzo di Blake Crouch, Good Behavior racconta la storia di Letty Dobesh (Michelle Dockery), una ladra che, uscita di prigione, torna alla vita criminale tra i furti nel ristorante in cui lavora e le rapine in hotel di lusso.

Sorpresa dall’arrivo improvviso del cliente di cui sta svaligiando la stanza, Letty assiste alla conversazione di un serial killer (Juan Diego Botto) su commissione. Un evento che, sconvolgendole la vita, la trasforma in un’anti-eroina disposta a tutto per avvertire la prossima vittima di Javier.

Michelle Dockery è la bad girl Letty

Alias incontra White Collar e Cinquanta sfumature di grigio. Sono sufficienti poche parole per descrivere Good Behavior, la serie crime interpretata da Michelle Dockery. La star di Downton Abbey abbandona l’eleganza di Lady Mary Crawley per trasformarsi nell’intrepida criminale Letty. L’argentino Juan Diego Botto è Javier, l’assassino che, tra il mistero e la seduzione, la spinge a cambiare vita: “Interpreto un personaggio terribile, un uomo pagato per uccidere – ha rivelato Botto durante la conferenza stampa – come attore si prova un piacere inspiegabile nell’incarnare un ruolo oscuro. Gli attori hanno la scusa per analizzare gli aspetti che solitamente nascondiamo. Mi affascina il mistero dell’animo umano”.

Caratterizzato da una sceneggiatura brillante e da un respiro crime, Good Behavior catalizza l’attenzione dello spettatore attraverso i due protagonisti, uniti dalla propensione per il crimine e dall’inevitabile tensione sessuale: “L’alchimia tra i personaggi sostiene la serie – ha continuato l’attore – lo spettatore prova una continua tensione tra il desiderio che Letty scappi o rimanga con Javier. Sono due emarginati che cercano un posto nel mondo. I romanzi sono incentrati principalmente su Letty mentre Javier è stato ampliato per lo show”.

Juan Diego Botto è il serial killer Javier

Aggiornando il cinema e la televisione contemporanei, Good Behavior assembla gli elementi crime di Crouch in una struttura efficace dal punto di vista narrativo: “Leggere il romanzo da cui viene tratta un’opera aiuta perché ci sono tante informazioni sui personaggi che vengono eliminate dalla pellicola o dalla pièce teatrale. È un materiale importante ma va usato con cautela perché il romanzo è diverso dal lavoro che si svolge sul set”.

Il pilot ci introietta nell’universo di due anime costrette a scontrarsi prima di scoprire di avere molto in comune, dal passato turbolento all’insano desiderio di autodistruzione. Un racconto che acquista interesse attraverso le straordinarie performance dei protagonisti (la poliedrica Michelle Dockery conquista nelle inedite vesti da bad girl), la sceneggiatura impeccabile e la regia a fuoco: “Nel momento in cui il regista urla azione, il cinema e la tv sono uguali in ogni genere e lingua. La differenza che riscontro negli show americani è la quantità di denaro. Recitare negli Stati Uniti è come giocare nel Real Madrid”. Se volete rivivere le emozioni di quegli show ricchi di azione, fascino e imprevedibilità, non perdetevi Good Behavior, la rivoluzione delle serie crime.

Trailer Good Behavior