Dopo aver diretto la fortunatissima serie Romanzo Criminale, Stefano Sollima, figlio di Sergio, famoso per aver diretto, fra gli anni ’60 e ’70, i film su Sandokan con Kabir Bedi e diverse pellicole di genere. Il primo lungometraggio di Stefano porta sul grande schermo il libro di Carlo Bonini, A.C.A.B. , un acronimo introdotto nel 1979 dai The 4Skins, band punk-rock inglese, che sta a significare “All Corps Are Bastards”. Questo acronimo venne poi adottato come incitazione alla violenza contro la polizia sia nelle rivolte metropolitane, che negli stadi.

La narrazione si basa su un periodo di tempo che va dal 2001 al 2007, in cui varie storie di cronaca hanno coinvolto la polizia italiana. Su questo sfondo si muovo i tre protagonisti: Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini), diventati celerini duri perché il loro lavoro è vivere immersi nella violenza. Proprio questa violenza senza freni diventa lo specchio di una società alla deriva, in cui i tre “corps” cercano di far rispettare la legge con tutti i mezzi a loro disposizione, anche con l’uso spregiudicato della violenza. Gli episodi di cronaca che vedremo ripercorrere sono: il G8, la morte di Filippo Raciti, la violenta uccisione di Giovanna Reggiani e la morte di Gabriele Sandri.

Già con Romanzo Criminale- la serie, Sollima era riuscito a riportare davanti alla il pubblico dei giovanissimi (16-19 anni), che non guardava molto la tv, ma appassionatosi ad una serie di genere, aveva ritrovato il piacere di incollarsi allo schermo per seguirla. Siamo certi che A.C.A.B. avrà la stessa fortuna.