I nostalgici di ogni età e generazione si guardano indietro e vedono una carriera fatta di canzoni come Sweet Child O’ Mine, November Rain, Welcome to the Jungle, Don’t Cry. Si chiedono perché un gruppo come i Guns N’ Roses, che riuscì a vendere ben cento milioni di dischi in tutto il mondo, sia giunto alla separazione della formazione originaria e all’avvio di un nuovo percorso guidato dal solo rimasto Axl Rose. Dal 1994 il gruppo storico si decimò: prima Axl licenziò il chitarrista Gilby Clarke, poi Slash decise di lasciare il gruppo nel 1996 per dedicarsi al suo progetto, gli Slash’s Snakepit, e l’anno dopo venne licenziato anche Matt Sorum. Tutto questo è storia.

Ma oggi le voci di una riunione stanno accendendo gli animi dei fan. L’occasione giusta potrebbe essere il 14 aprile prossimo quando il gruppo sarà inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Già Axl Rose, in un’intervista a Eddie Trunk, si era dichiarato favorevole ad una “rimpatriata” tra ex per la gioia dei propri fan. Ora anche Slash avrebbe alimentato le speranze di tutti i supporter dello storico gruppo americano. Infatti, intervistato da Esquire, Slash avrebbe dichiarato: “La divisione che c’è stata fra me e Axl è stata silenziosa. Ma dato che c’era molta attenzione attorno allo scioglimento della band, si è creato questo mostro che ha portato a un’animosità che non era il mio obiettivo. Nessuno di noi due vuole essere un problema per l’altro, per nessuna ragione. A questo punto, sto provando a far finire questa storia. Quando guardo vecchi filmati dei Guns N’ Roses, rivedo quella fottuta fame e quel nostro modo di essere. Nessuno poteva rompere le palle a quei cinque ragazzi. Era tutto molto crudo e diretto. All’inizio era una cosa schietta. Era il rock n’ roll più sincero che io avessi mai ascoltato, e ne sono orgoglioso”. Slash, uno dei tanti nostalgici. Ma perché non pensare al futuro, piuttosto che commemorare il passato?