Il mondo di Star Wars si estende ben al di là degli straordinari effetti visivi. Anche la riproduzione del suono svolge un ruolo importante nello sviluppo di un mondo di fantasia cinematografica. Dai suoni dei blaster al canto gutturale di un Wookie, ogni tono ed effetto crea un nuovo elemento interessante di tutto l’universo di Star Wars che è diventato infinitamente iconico nel corso di questi quarant’anni, da quando è nata una nuova speranza nei cinema. Nessuno di questi suoni sono presenti in natura; essi richiedono il talento di gente come Ben Burtt per realizzarli. Un nuovo rapporto di documenti della Popular Mechanics ha stilato i sei suoni più iconici dell’universo di Star Wars.

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Il primo suono citato nell’articolo è uno dei migliori documentati: il blaster. Ben Burtt ha raccontato di essere in vacanza quando venne ispirato per questo suono, attraverso il rumore delle rocce che colpivano i cavi di sostegno di una vicina torre radio. Il rumore risuonò in modo tale che Burtt capì subito che si sarebbe trattato del rumore perfetto per una “pistola laser immaginaria”. Al secondo posto ci sono i rumori gutturali prodotti dal Wookie preferito da tutti, Chewbacca. Per l’ispirazione Ben Burtt pensò ad un altro grande mammifero, il tricheco. Andando in un acquario a Long Beach, in California, Burtt registrò i suoni o meglio i gemiti di un tricheco in fondo ad una piscina e così nacque la voce di Chewie. Indimenticabile la voce iconica di Darth Vader, un po’ più complicata per Ben Burtt da creare. Tutto quello che ha fatto, tuttavia, è stato mettere un microfono accanto ad un regolatore di immersioni, e ha ottenuto in maniera perfetta il suono del minaccioso respiro che tutti abbiamo imparato a conoscere, amare ed imitare.

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Creare i rumori per il droide R2-D2 ha richiesto invece una miscela di suoni meccanici e biologici. Per i caccia TIE, Burtt ha mescolato il suono di un elefante con il suono di un auto guidata su un fondo bagnato. L’intenzione era quella di creare un suono volutamente minaccioso, ispirato ai bombardieri tedeschi della seconda guerra mondiale. Per creare R2-D2 si devono fondere i suoni di un sintetizzatore elettrico con i suoni di persone che parlano con dei “baby talk”, al fine di dare ai suoi rumori un carattere un po’ più di un semplice macchina, rispetto alla media. Infine, abbiamo una delle voci più rappresentative da tutto il mito di Star Wars: la spada laser. Per quanto rudimentale possa sembrare, tutto quello che ha dovuto fare Burtt è stato registrare il ronzio di un tubo catodico della tv e combinarlo con il suono di un motore di un proiettore. L’ingegno di uomini come Ben Burtt ha creato suoni che sono diventati sinonimo di una galassia lontana, lontana. Senza il suo lavoro, il mondo di Star Wars sarebbe sembrato decisamente più blando e molto meno coinvolgente. Con la saga destinata a continuare con Star Wars: Episodio VIII dovremo solo aspettare e vedere che tipo di innovazioni saranno attuate in questo campo.