Stranger Things, grazie al passa parola sul web e tra amici, è diventata pian piano la serie evento di questa estate (e forse di tutto il 2016), con ben 8.2 milioni di spettatori durante i primi sedici giorni da quando è stata resa disponibile online lo scorso luglio. A parte le ottime performance degli attori protagonisti e le atmosfere nostalgicamente anni ’80, la serie targata Netflix è riuscita a coinvolgere un numero così elevato di “binge-watcher” grazie ai tanti misteri che compongono la enigmatica trama, specialmente sul fronte del cosiddetto “Progetto MKUltra”. Questo era infatti il nome in codice dato a un programma clandestino di esperimenti sugli esseri umani (messo realmente in atto) portato avanti dalla CIA durante gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo.

Il programma portato avanti in segreto dal servizio di intelligence americano viene menzionato per la prima volta durante il terzo capitolo della serie, quando Jim Hopper inizia ad investigare sul blindato laboratorio Hawkins appena fuori città, per scoprire che qualcosa di veramente grosso si sta muovendo tra le mura di quel grande edificio. In realtà, stando al report di agosto 1977 sul Progetto MKUltra, non uno ma molteplici “laboratori” erano dislocati per tutto il Nord America, con la CIA intenta a spingere e finanziare la costruzione di ottantasei università o istituzioni che si occupassero di esperimenti sugli umani per il “controllo mentale”. Questi esperimenti venivano effettuati su persone non coscienti e ignare di tutto, spesso private dei propri sensi grazie a grosse dosi di LSD somministrate senza il consenso del paziente o alcuna supervisione medica. Ben 149 progetti entrarono a far parte della campagna MKUltra, e gli scienziati coinvolti furono pagati per tenere la bocca chiusa sugli esperimenti eseguiti.

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Non esiste però alcuna informazione dettagliata circa gli studi che venivano effettuati, in quanto nel 1973 il direttore della CIA Richard Helms ordinò la distruzione di tutti i documenti relativi al progetto. Quello che sappiamo lo abbiamo invece appreso da alcuni report cartacei conservati in edifici sopravvissuti alla censura della organizzazione americana. Stranger Things per la sua trama prende spunto da due piccoli progetti collegati a MKUltra: Bluebird e Artichoke. Per entrambi furono prelevati alcuni bambini dopo averli sottratti alle proprie famiglie, per sperimentare sul loro corpo alcune abilità quali telecinesi, ipnosi e controllo psichico.

Nel capitolo sei della serie, “Il mostro”, Chief Hopper e Joyce Byers scoprono la possibile connessione fra la scomparsa della figlia di Terry Ives, Jane, e la ragazzina calva (Eleven) avvistata nel laboratorio Hawkins, chiamata così per via di un tatuaggio sul braccio. La storia di Eleven è molto simile a quella reale che ha coinvolto Carol Rutz, autrice del libro “A Nation Betrayed: The Chilling True Story of Secret Cold War Experiments on Our Children and Other Innocent People”, nel quale racconta la sua esperienza come paziente nel progetto MKUltra. La ragazzina fu sottoposta a elettroshock, droghe di vario tipo, ipnosi e traumi di diversa natura, con lo scopo di essere trasformata in un “Manchurian Candidate” da usare contro i nemici della Guerra Fredda. Dalla tenera età di quattro anni Rutz fu psicologicamente torturata dagli scienziati americani contro il proprio volere e addestrata per diventare un killer (proprio ciò che vuole fare Brenner con la povera Eleven in Stranger Things).

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Una volta che fu rilasciata, la ragazza trascorse decenni per imparare a tenere a bada le sue differenti personalità e poter vivere normalmente nel mondo esterno. Dopo la pubblicazione del libro, però, altri sopravvissuti al progetto vennero allo scoperto, rivelando così che non si trattava di pochi casi, ma addirittura di migliaia di “pazienti”. Il progetto MKUltra è da anni una delle materie preferite dai complottisti. Non ci sono dubbi che gli esperimenti furono effettivamente eseguiti, ma non ci sono prove che i risultati siano andati oltre la semplice ipnosi o la manipolazione psicologica (a differenza di quanto ipotizzato dalla serie televisiva, che vede invece protagonisti ragazzini con poteri soprannaturali).