Il 7 ottobre è stata presentata al Museo di Roma in Trastevere la mostra Suspense dedicata al geniale fotografo e cineasta Tim Parchikov. Cinquanta scatti per narrare le ricerche condotte nel suo lavoro dal fotografo moscovita in una mostra che nasce con la collaborazione del Fotografia Festival Internazionale di Roma ed è curata da Olga Strada. Dall’8 ottobre al 13 novembre i visitatori potranno percorrere un viaggio in due situazioni parallele: da una parte la vita reale, immortalata percorrendo le strade comuni di un viaggiatore, Parchikov, passando nelle città d’Europa e del mondo in un racconto poetico; dall’altra la suspense cinematografica, fatta di luci ed ombre.

Un allestimento vincente che mette in rilievo il taglio compositivo, l’obiettivo, l’inquadratura, ma soprattutto, la luce. Una luce tagliente, teatrale, quasi caravaggesca, che sospende le emozioni in un vortice etereo. Esposte in uno spazio non illuminato, sono le immagini stesse a dar luce alle sale, a prendere vita ed animarsi attraverso i colori delle stampe, accompagnate da una musica di sottofondo che fa da colonna sonora con i rumori a cui solitamente nella vita quotidiana non si fa caso, ma che, in questa mostra, divengono fonte di suspense e di inquietudine. Ad andare in scena è la solitudine, fatta di luoghi desolati o di volti persi nella solita vita di tutti i giorni. Volti senza speranza, confusi tra le migliaia di facce che, sfocate, si perdono a vista d’occhio nell’immagine ritratta dal fotografo.

La suspense diviene nella mostra il fil rouge, cogliendo situazioni oscure e conflitti irrisolti della vita reale. Non è il cinema qui, ad essere in mostra, è la vita della nuova generazione persa nei conflitti quotidiani, interiori ed esteriori, che fa muovere l’occhio e la mano di Parchikov, dando vita ad autentici capolavori della fotografia contemporanea.