Taxi“, il cortometraggio diretto da Marco e Riccardo Di Gerlando è un prodotto davvero notevole, che racconta una storia interessante e davvero curiosa, con il protagonista che oltre ad essere un semplice tassista ordinario (Anselmo Nicolini), nasconde un segreto che lo rende unico. Infatti, come un Caronte del XXI secolo, egli racconta ad un giornalista la sua insolita storia: i suoi clienti sono fantasmi, che si fanno portare dal suo taxi al cimitero della città, per poi scomparire nel nulla.

L’idea geniale dei due giovani registi permette la realizzazione di un film di circa mezz’ora che tiene davvero attaccati allo schermo, sia per l’originalità della trama, sia per la resa filmica di quest’ultima. La scelta del bianco e nero accentua ancor di più una fotografia davvero nitida e di alto livello, curata da Claudio Retolatto e Michele Sculco. Tutte le componenti di “Taxi” sono ben amalgamate tra loro: la musica di Matteo Tacchi coinvolge profondamente lo spettatore, trasmettendo l’inquietudine e il mistero vissuti dalla stessa coppia di protagonisti, creando pathos e una sorta di attesa nello scoprire la verità dell’intera vicenda, in bilico tra il soprannaturale e la drammaticità della morte. Inoltre la sceneggiatura brillante e originale, firmata sempre da Marco e Riccardo Di Gerlando, che riesce a raccontare nel miglior modo possibile questa storia intrisa di  atmosfere noir e riflessione sulla vita e sulla perdita di essa. Molto emozionante la scena finale, in cui ogni fantasma torna “a casa” attraverso un oggetto che nella sua vita aveva ricoperto un ruolo fondamentale, e il corpo fisico svanisce lasciando spazio all’entità dell’anima.