Nuovi e importanti riconoscimenti per IDA, il film di Pawel Pawlikowski che viene presentato oggi, ​​lunedì 25 novembre, in anteprima italiana al Torino Film Festival (sezione Festa Mobile), e uscirà in Italia distribuito da Parthénos (marzo 2014): dopo aver ottenuto il premio Fipresci al Toronto International Film Festival e aver vinto il London Film Festival, il palmarès del film continua ad arricchirsi. Il 51. Festival di ​​Gijon, uno dei principali appuntamenti cinematografici spagnoli, si è infatti chiuso ​ sabato 23 novembre con un autentico trionfo: la giuria, presieduta dal regista francese Patrice Leconte, ha assegnato a Ida non solo il Premio Principado de Asturias per il miglior film, ma anche i premi per la migliore scenografia, la migliore attrice (Agata Kuleska) e la migliore sceneggiatura. “Ida è stato il primo film che abbiamo visto – ha spiegato Leconte – e l’abbiamo subito adorato. Ecco perché ci è sembrato normale che vincesse così tanti premi”. A questi riconoscimenti si è inoltre aggiunto quello come Miglior Film assegnato dalla Giuria dei giovani.

unnamedMa non è finita, perché sempre nel weekend anche Camerimage, il festival internazionale dedicato ai direttori della fotografia che si svolge ogni anno in Polonia, ha premiato IDA, la cui fotografia in b/n – firmata da Łukasz Żal e Ryszard Lenczewski– si è aggiudicata il Golden Frog davanti a titoli come ​​​Inside Llewyn Davi​s dei fratelli Coen. Ambientato nella Polonia del 1962, il film di Pawel Pawlikowski (Last Resort, My Summer of Love) racconta la storia di Anna, una giovane novizia che a diciotto anni sta per farsi suora nel convento dove vive, orfana, sin da bambina. Prima di prendere i voti, scopre di avere una zia ancora in vita, Wanda. Insieme, le due donne affrontano un viaggio alla scoperta l’una dell’altra e del loro passato. Anna viene infatti a sapere che la zia è un ex pubblico ministero comunista, nota per aver condannato a morte – tra gli altri – anche alcuni sacerdoti, ed è ebrea. Anche Anna è ebrea, il suo vero nome è Ida. Questa rivelazione spinge la ragazza a cercare le proprie radici e ad affrontare la verità sulla sua famiglia. Ida si trova così a dover scegliere tra la​​​ ​sua identità di nascita e la religione che l’ha salvata dai massacri nazisti. Mentre Wanda deve affrontare le decisioni prese durante la Guerra, quando privilegiò la lealtà alla causa rispetto alla sua famiglia.

«Ida è un film sull’identità, la famiglia, la fede, il senso di colpa, il socialismo e la musica. Volevo fare un film sulla storia che tutta via non sembrasse un film storico, un film con una morale ma senza lezioni da impartire; volevo raccontare una storia in cui “ciascuno ha le sue ragioni”, una storia più vicina alla poesia che alla prosa. E, soprattutto, volevo stare alla larga dalla solita retorica che caratterizza il cinema polacco. In Ida la Polonia è mostrata attraverso gli occhi di una “outsider”, filtrata dalla memoria e dalle emozioni personali, dai suoni e dalle immagini dell’infanzia».