A dieci anni di distanza dal primo film i Transformers tornano al cinema con il quinto capitolo del franchise, Transformers 5: L’Ultimo Cavaliere.

Diretto ancora una volta da Michael Bay e interpretato da Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Josh Duhamel, Stanley Tucci e John Turturro, Transformers 5 continua la seconda trilogia degli Autobot iniziata nel 2014 con il fiacco L’era dell’estinzione. Abbandonati i personaggi di Tessa Yeager (Nicola Peltz) e Shane Dyson (Jack Reynor), Transformers 5 si concentra su Cade Yeager (Mark Wahlberg), l’inventore provetto che, supportato dal fidato Bumblebee, un lord inglese e una sensuale professoressa di Oxford, si scontra con il leader degli Autobot Optimus Prime che ha dichiarato guerra alla razza umana.

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L’inventore Cade Yeager e la professoressa Vivian salvano il mondo in Transformers 5: L’Ultimo Cavaliere

Un cast robotico

Formula che vince non si cambia. Dopo il comprensibile abbandono del franchise di Shia LaBeouf, Michael Bay continua l’avventura di Cade Yeager, l’eroe interpretato dal re dell’action contemporaneo Mark Wahlberg. Una star efficace nel cinema di genere che, dopo il sottovalutato Pain & Gain, torna a lavorare per la terza volta con il regista di Armageddon e Bad Boys.

Nonostante l’ovvia predominanza dell’azione sulla caratterizzazione dei personaggi, Transformers 5 compie gli stessi errori del capitolo precedente. A nulla servono Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Stanley Tucci e John Turturro senza una sceneggiatura che, almeno in parte, dà loro la possibilità di esprimersi al di là delle caotiche esplosioni.

Immancabile come sempre la bella di turno Laura Haddock: una professoressa di Oxford che, con lo stile delle modelle di Victoria’s Secret e il sensuale accento british, raccoglie l’eredità di Megan Fox e Rosie Huntington-Whiteley.

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Optimus Prime, il leader degli Autobot, dichiara la guerra alla razza umana in Transformers 5

Un action senza direzione

Non è facile girare un action sui celebri giocattoli trasformabili Hasbro. Una missione che solo il regista di Pearl Harbor poteva portare a termine. Arrivato al quinto film del franchise Bay non sa più che direzione dare a una delle saghe più redditizie della storia del cinema. Lo dimostra il salto indietro di duemila anni, durante gli anni bui di Merlino, e la caratterizzazione di un’opera che strizza l’occhio al cinema e alla televisione contemporanei, dal gruppo di adolescenti-nerd in chiave Stranger Things al respiro pop del King Arthur di Guy Ritchie.

Nonostante l’inevitabile entertainment e i notevoli effetti speciali, la saga dei Transformers può dichiararsi conclusa con l’epilogo della storyline di Sam Witwicky. Una trilogia che, al di là di alcune pecche e del fragile terzo capitolo, regala grandi sequenze d’azione e un pizzico di ironia. Dal fiacco L’era dell’estinzione Transformers punta solo sul fracasso totale: un cocktail di immagini patinate, battute sbiadite e caos distruttivo. Centocinquanta minuti di esplosioni, mega robot e astronavi galattiche che sconvolgono lo spettatore lasciandolo confuso e basito. Non è più cinema-giocattolo né puro intrattenimento Transformers, una saga che continua a sfornare sequel in nome del dio box office.

Transformers 5: L’Ultimo Cavaliere verrà distribuito da Universal Pictures nei cinema italiani il 22 giugno 2017.

Trailer – Transformers 5: L’Ultimo Cavaliere

Le fragilità del cinema-giocattolo
2.4Overall Score
Regia
Sceneggiatura
Cast
Effetti Speciali
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