Stamattina alle 13 ha avuto luogo a Venezia 68 la conferenza stampa di uno dei film più attesi al cinema, “Contagion” di Steven Soderbergh, che uscirà il prossimo 9 settembre. In occasione della presentazione del film stasera, sono sbarcati nella città veneta il regista e il cast formato da vere e proprie star hollywoodiane come Gwyneth Paltrow, Matt Damon, Laurence Fishburne, e gli assenti  Jude Law e Kate Winslet. “Contagion” è un film che racconta le reazioni e le conseguenze di un’epidemia mondiale che invade piano piano l’intero pianeta partendo da Hong Kong. Un virus crea una vera e propria epidemia che comincia a seminare panico e morte ovunque e alcuni personaggi vivono questa tragedia, ognuno a suo modo. Gli attori, il regista Soderbergh e lo sceneggiatore Scott Z. Burns hanno risposto alle numerose domande dei giornalisti in sala, raccontando questa esperienza che sarà l’ultimo lavoro del regista prima di un periodo di riposo dal lavoro.

Durante il film emerge il contrasto tra le persone, mentre di solito le tragedie di grandi proporzioni come gli uragani e l’ultimo disastro causato da Katrina, uniscono la gente che si aiuta a vicenda. Quale sarebbe secondo voi la reazione se un fenomeno come questo del film accadesse realmente?
G. Paltrow: Lo scenario è diverso in questo caso. In caso di una pandemia come in Contagion, aiutare crea danno a se stessi. Morire per aiutare gli altri non è una scelta facile. Lo spirito umano di aiuto c’è ma davanti al rischio di sopravvivenza è diversoda quello che può accadere per gli uragani o le inondazioni.

L’idea per il film nasce come metafora della crisi finanziaria americana o no? Girano voci che questo sia il suo ultimo film, dopodichè si dedicherà alla pittura, è vero?

Soderbergh: No. il virus è il virus. Non c’è metafora. In questo film il protagonista non parla ma sono gli altri che parlano di lui.  Per quanto riguarda il mio lavoro ho solo deciso di prendermi un periodo di riposo, ma poi continuerò a fare il regista come sempre.

Questo film è stato influenzato dalla serie C.S.I. o altri film?

Soderbergh: Ho preso come riferimento in parte il film “Tutti gli uomini del presidente” creando un film stilisticamente pulito e diretto.

Perchè avete scelto Hong Kong come luogo di inizio epidemia? Per la SARS?

Sì, molto si è ispirato alla diffusione della SARS, poi abbiamo modellato la sceneggiatura in base a quello che volevamo raccontare.

Come nasce il personaggio di Jude Law e perchè risulta così negativo?

Soderbergh: è importante il controcanto in un film, una voce contraria con idee alternative per creare il contrasto agli altri personaggi. Ogni volta che accadono fenomeni disastrofici come gli uragani o inondazioni, di solito si diffonde presto una cattiva informazione, che diventa anch’essa un virus. L’idea del personaggio interpretato da Law  quello di un uomo che crede in ciò che crede, di essere malato, e non sempre ha ragione ma in fondo non prende tutte posizioni del tutto sbagliate. Risulta ambiguo ma interessante.

Il film ha un ritmo veloce e poca introspezione psicologica. Come avete considerato e visto i vostri personaggi?

G. Paltrow: Il mio personaggio non può pensare ad altro se non al virus. Scott ha realizzato un’ottima sceneggiatura e i personaggi si conoscono piano piano attraverso le scelte che fanno. Si tratta di una donna molto umana, che si trova nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

L.Fishburne: l’approccio ai personaggi è stato veloce, anche grazie al copione ben scritto e chiaro. Il mio personaggio mitiga il panico e ha responsabilità di dover dire agli altri ciò che sta accadendo, inclusi i suoi familiari.

Matt Damon: Il mio personaggio è senza lavoro da un anno e mezzo. In quanto padre, il ruolo è sensato e cerca di proteggere la famiglia che gli resta.

Ci sono molte donne in questo film e sono tutte piuttosto eroiche. Si tratta di una scelta?

Soderbergh: Abbiamo visto che in quel settore ci sono molte donne e così nel film.

Quale è stata la parte più difficile come attori?

G.Paltrow: Arrivata in Cina ho vissuto un’ottima esperienza. Mangiare l’Alkaselzer per ricreare un schiuma alla bocca e cadere a terra mi ha divertito.

Matt Damon: è divertente lavorare con Steven. In particolare per la scena in cui io scopro che Gwyneth è morta non sapevo bene quali fossero i personaggi e che tipo di scena recitare. Infatti Scott l’ha scritta sul momento e questo è il bello di lavorare con lui e Soderbergh, poichè sono molto onesti e singolari quando si tratta di trovare delle soluzioni di scena.

Quali saranno i suoi prossimi film?

Soderbergh: Il prossimo film vorrei farlo sugli strippers maschili, ma ci sono altri progetti in vista. Un film più minore e uno più importante.

Come riesci ad avere sempre un cast così notevole?

Soderbergh: Qui come in altri film è di aiuto avere star di un certo livello per ruoli diversi. Aiuta anche il pubblica ad avere dei punti di riferimento. Io sono molto felice di aver avuto loro, anche perchè i tempi per le riprese erano brevi e con degli attori professionisti il lavoro è più veloce. Poi con una buona sceneggiatura non è difficile attirare i grandi talenti. Basta il materiale buono.

Scott. Z. Burns si è per caso ispirato al film cinese con una trama simile di qualche tempo fa per scrivere Contagion?

Burns: Se si riferisce a “Panic in the street” l’ho visto solo un paio di settimane fa e comincia a New Orleans. Il virus si propaga su delle navi come la peste bubbonica, è un film fantastico ma solo per caso forse ho preso in prestito qualcosa da questo film.