Si è tenuta oggi alla 68 edizione della Mostra del Cinema di Venezia la conferenza stampa di Rabitto horaa (Tormented), nuova angosciante pellicola diretta dal maestro del terrore giapponese Takashi Shimizu, creatore della  saga cult The Grudge. Il film racconta la storia di un bambino che attraverso un atto a metà strada tra la crudeltà e la compassione decide di porre fine alle sofferenze di un coniglio uccidendolo. Questo gesto estremo scatenerà nella mente di sua sorella maggiore un turbinio di visioni che la porterà in una corsa estrema per la salvezza. Potete trovare le domande rivolte al cast e al regista Takashi Shimizu qui sotto:

Mr Shimizu, quale è il suo rapporto con il tema della memoria?

Takashi Shimizu: Volevo rappresentare un normale rapporto familiare tra un padre e i suoi due figli. Sinceramente credo che ogni rapporto familiare non sia mai veramente liscio, ma in gran parte introspettivo. Il centro del mio film era portare sulla scena un rapporto tra delle persone.

In che cosa è stato influenzato dalla tecnica 3D?

Takashi Shimizu: Volevo creare un cinema 3D in grado di toccare veramente lo spettatore e volevo rivolgerlo ad un pubblico adulto. Dopo aver visto numerosi film 3D spero che venga apprezzato dallo spettatore questo mio nuovo lavoro.

I luoghi in molti dei suoi film sono fondamentali, come li ha scelti?

Takashi Shimizu: Come regista e sceneggiatore cerco di scegliere le location che sento più familiari e delle volte per inserire questi elementi sono costretto a scegliere uno scenario quotidiano. E’ vero che sono scenari tipicamente giapponesi ma il mio desiderio più grande è che risultino quotidiani a tutti.

Fino a che punto si può leggere una tradizione horror giapponese in questo film?

Daisuke Hosaka: Prima di iniziare a lavorare ad un film dell’orrore parlo sempre col regista per cercare di costruire qualcosa di mai visto sul mercato. Traiamo sempre esempi dai migliori per cercare di creare qualcosa di nuovo, qualcosa all’avanguardia. La storia di questo film è una storia al confine, nella realizzazione ho pensato ad un mondo a tre strade e ho cercato di rappresentarlo.

Satoru Ogura: Per questa tipologia di progetto ci sono sempre delle difficoltà e molte volte è difficile decidere se realizzare o meno un film. Per quanto riguarda questo film era destino che fosse realizzato e l’unico in grado di fare un ottimo lavoro era Takashi Shimizu.

Cosa ne pensa del 3D di questo film? Quali sfide vuole affrontare?

Masayuki Tanishima: Personalmente sono contentissimo perché solo nel 2009 abbiamo creato nell’area asiatica un cinema 3D. Ultimamente una decina di film sono stati realizzati e finalmente la strada avviata da Shimizu è stata seguita anche in Giappone. Ad ottobre uscirà il nuovo film di Spielberg Tin Tin e finalmente dopo tre anni dal boom del 3D ci stiamo sviluppando. Sia Avatar sia Tormented non sono stati ancora raggiunti dagli altri produttori. I film 3D sono nati da appena tre anni e ci sono numerosi registi importanti in grado di occuparsene. In ogni caso per realizzare un buon film 3D è sempre necessario avere sotto mano una buona storia in grado di supportare la tridimensionalità.

Per quale motivo ha utilizzato proprio il coniglio bianco?

Takashi Shimizu: Il coniglio bianco è considerato un animale domestico che piace a tutti, ai bambini e agli adulti, è una sorta di animale icona. Gli zombie, i vampiri e i mostri fanno paura a tutti, la mia sfida più grande era proprio quella di terrorizzare attraverso un essere così amato. Il produttore era scettico sulla paura suscitata dal coniglio e mi aveva consigliato di mettergli in mano almeno un coltello per incrementare l’effetto horror, ma io non ho voluto. Sarei curioso di vedere se la gente dopo aver visto questo film sia terrorizzata o meno dai conigli.