Abbiamo seguito in occasione della 70° edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia la conferenza stampa  del controverso e sperimentale Locke. Scritto e diretto da Steven Knight e interpretato da Tom Hardy, Ruth Wilson e Olivia Colman Locke racconta la storia di Ivan Locke (Tom Hardy), un uomo qualunque alle prese con le terribili incertezze nate da una telefonata. Potete trovare qui sotto le domande poste dalla stampa internazionale al regista Steven Knight e all’interprete principale Tom Hardy.

Questo film nasce da una idea originale o riprende un classico di Gregory Peck?

Steven Knight: E’ un grande complimento per me il paragone con un classico di Gregory Peck ma l’idea di questo film non nasce da precedenti cinematografici ma dalla realtà.

In questo personaggio troviamo una minore fisicità rispetto ai tuoi precedenti ruoli, come è andata?

Tom Hardy: E’ stato bello recitare una parte così ricca di dramma, umiltà e realtà. Questi aspetti mi hanno portato a girare questo film.

Quali sono state le difficoltà di girare in uno spazio chiuso?

Steven Knight: Abbiamo scritto la sceneggiatura più volte e abbiamo girato con tre cineprese. Alla fine non ci sono state enormi complicazioni.

Come sceglie i suoi ruoli?

Tom Hardy: Sono un one man show e adoro interpretare ruoli sempre diversi. Sono grato alle persone che mi danno fiducia, mi piace mettere alla prova la mia versatilità. I ruoli aggressivi mi permettono di varcare il confine. Ma questo non vuole dire che non ami anche fare sempre cose diverse.

Schermata 2013-09-03 alle 20.48.04Nei suoi precedenti film è stato un super eroe. Qui invece è un eroe della vita di tutti giorni. Abbiamo più bisogno di eroi veri o di fantasia?

Tom Hardy: C’è una grossa differenza tra il cinema e la narrazione. Gran parte delle scelte che vengono fatte dipendono dalla volontà del pubblico. Per questo film ho dovuto trascorrere molto tempo in isolamento. Steven aveva un copione di 30 pagine che poi è cresciuto fino a 90 pagine tre giorni prima di iniziare a girare. Per un attimo ho avuto il panico ma poi mi sono preparato bene, è stato un lavoro molto teatrale, una esperienza entusiasmante. La produzione ha rischiato con me, sono molto grato di aver preso parte a questo film.

E’ stato difficile mantenere alto il binomio suspense/dramma?

Steven Knight: La mia sfida più grande è stata prendere cose che accadono tutti i giorni e renderle interessanti. Inoltre il pubblico si identifica e riconosce in Locke.

Tom Hardy: Il film è tutto nella sceneggiatura. La sceneggiatura è il punto di partenza di tutto. E se il film è riuscito così bene risultando ricco di suspense è proprio perché questi elementi esistevano già sulla pagina scritta.