Anche quest’anno si preannuncia ricco per Tim Burton, regista visionario e unico, che fin dagli anni ’80 ha conquistato molte generazioni diverse con i suoi film, d’animazione e non, contraddistinti da atmosfere particolari, grottesche e  un’oscurità e malinconia estremamente coinvolgenti. In attesa dei suoi prossimi progetti, Dark Shadows e  Frankeweenie, vogliamo ricordare uno dei primi passi della sua fortunata carriera cinematografica, riproponendovi il suo primo cortometraggio realizzato nel 1982: Vincent.

Nei primi anni ’80 Burton era un ragazzo, un giovane artista che non smetteva mai di disegnare ed entrò a far parte dello studio Disney, anche se non sembrava il posto più adatto alla sua creatività e ai suoi strani ma affascinanti disegni. In quel periodo c’erano pareri discordanti all’interno della grande azienda di animazione, tra coloro che erano fedeli a Walt Disney e coloro che invece pensavano che occorreva fare qualcosa di nuovo e diverso. E così i due giovani dirigenti Julie Hickson e Tom Wilhite rimasero colpiti da Burton e gli permisero di realizzare Vincent, un cortometraggio della durata di appena sei minuti con un budget di realizzazione pari a 60.000 dollari. Girato in bianco e nero con la pratica dello stop motion, Vincent fu un progetto molto innovativo per l’epoca sia per la tecnica utilizzata (disegno animato insieme al passo uno che, fotogramma dopo fotogramma, animava una marionetta) sia per la storia e le atmosfere raccontate.

Vincent Malloy, un bambino di 7 anni sogna di diventare il famoso attore di film horror Vincent Price, che è la voce fuori campo del corto che recita la poesia scritta dallo stesso Tim Burton. Il piccolo Vincent sogna un altro mondo, sogna di vivere nelle storie di Edgar Allan Poe che lo affascinano da sempre e, a forza di sognare, le sue illusioni un giorno prendono il sopravvento, immergendolo in una serie di avventure surreali caratterizzate anche da strani e misteriosi incontri. Vincent Price era un famoso attore americano nato nel 1911, che dedicò la maggior parte della sua carriera ai film horror e la sua ultima interpretazione fu proprio nel film di Burton Edward Mani di Forbici, tre anni prima di morire.  Vincent possiamo considerarlo il precursore de La Sposa Cadavere e Nightmare Before Christmas, in cui già si nota quel tratto distintivo del regista, con una storia tra sogno e incubo, tra felicità e tristezza, intrisa di atmosfere dark che però non fanno paura semmai conquistano e seducono persone di tutte le età. Egli è capace di creare una specie di solennità intrigante e, nel caso di Vincent, cattura senza dialoghi ma con una creatività difficile da imitare e assolutamente lontana dall’omologazione. Vincent vinse molti premi, tra cui il Festival di animazione di Annency e segnò l’inizio di una carriera ricca e luminosa che ancora oggi raggiunge successo e favore di pubblico ad ogni film realizzato da questo genio del cinema contemporaneo, unico nel suo genere e contraddistinto da una stravaganza elegante e curiosa.