E’ grande, con due torsi nudi, due lottatori”. Così scriveva Vincent Van Gogh al fratello Theo da Amberes, dove stava frequentando l’Accademia di Belle Arti, in merito all’opera che si cela al di sotto della Natura morta con fiori di campo e rose. Una testimonianza fondamentale per assegnare la paternità di un dipinto di attribuzione incerta che era giunto nel lontano 1974 al Museo Kroller-Muller nel villaggio di Otterlo nei Paesi Bassi. Così, dopo nove anni di ricerche, sottoponendo il quadro alla Macro Scanning X Ray Fluorescence Spectometry, un’avanzata tecnica di scanning, gli esperti tedeschi dell’elettrosincrotrone di Amburgo Desy hanno scoperto un disegno sotto i fiori del dipinto evidenti sulla tela, facendo emergere due lottatori, dipinti da Van Gogh nel 1886. Proprio grazie alle radiografie e alla lettera di pugno del pittore olandese si è giunti a constatare che il dipinto ignoto doveva essere opera del genio postimpressionista.

L’opera arrivò al Museo Kroller-Muller con una attribuzione poco chiara: gli esperti sospettavano che dietro a quel dipinto si potesse celare la mano del maestro nato a Zundert, ma mancava una prova importante come la caratteristica firma di Van Gogh. Nel 2003 venne condotta una nuova analisi sul dipinto ma l’ipotesi che si trattasse proprio del pittore della Notte stellata venne rifiutata, seppure tra indugi e dubbi. Da oggi il nuovo “doppio” dipinto di Van Gogh, la Natura morta in evidenza sulla tela e i due lottatori velati dalle cromie sovrastanti, è esposto per la prima volta al Museo Kroller-Muller, come annunciato dal giornale spagnolo El Mundo. E finalmente, questa volta, il cartellino esplicativo potrà annoverare con certezza come autore dell’opera appesa alla parete  Vincent Van Gogh.