Xavier Dolan ha illuminato la dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Capello platinato in antitesi con il completo giacca e cravatta, il visionario regista di Mommy ha firmato decine di autografi prima di una lunga intervista accompagnata dalle iconiche sequenze dei suoi film: “Mi piace recitare, vorrei farlo di più! Quando dirigo, imparo le tecniche della recitazione vedendo gli attori trasformarsi. Spero di recitare anche in opere di altri autori”.

Dopo una lunga serie di pellicole da protagonista, Xavier Dolan ha debuttato dietro la macchina da presa con J’ai Tué ma Mère, il film che ha avviato la sua immensa carriera cinematografica: “Ero disoccupato. Ho scritto uno script sulla mia vita e mi sono ingaggiato come protagonista. È stato molto complicato perché ho dovuto investire tutti i miei soldi. Dopotutto i film si realizzano per risolvere i problemi o per iniziare una carriera artistica”.

Tra le caratteristiche di Dolan spiccano l’attenzione per i piano sequenza e l’amore per gli slow motion: “Amo i piano sequenza per la tensione che si crea nel pubblico e per la sfida che comporta. Ognuno è coinvolto nella realizzazione di un piano sequenza ma spesso non funziona e viene tagliato. In ogni caso la storia viene prima di tutto! Per quanto riguarda lo slow motion non ho mai visto delle scene d’amore realizzate con questa tecnica prima di In the Mood for Love di Wong Kar-wai. In seguito ho trovato il mio ritmo”.

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Xavier Dolan scatta selfie e firma autografi alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma

Oltre alla magistrale tecnica, Dolan delinea i suoi personaggi con una attenzione maniacale. Antieroi che affrontano le difficoltà della vita con coraggio e determinazione: “Esistono tanti film dedicati alle persone meno fortunate. Pellicole popolari che ho ribattezzato porn poverty perché raccontano storie di emarginati senza dare loro una chance. I miei film analizzano uomini e donne che lottano per essere ciò che vogliono. Persone autentiche che definisco sognatori e combattenti. I miei protagonisti non vincono sempre ma non sono dei perdenti”.

Nonostante il respiro autoriale, Xavier Dolan ha un gusto mainstream che va dal kolossal Titanic di James Cameron al più intimo Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino: “Non ho visto molti film e spesso me ne vergogno. Venero Titanic perché è un capolavoro dell’intrattenimento. Un’opera che mi ha sempre detto di pensare in grande, di provarci anche se tutti ti dicono che non ce la farai. È stata una grande ispirazione! Un altro film che ho amato molto è Chiamami col tuo nome perché insegna la bellezza del dolore. Molte delle mie opere sono nate da quel dolore che ti permette di creare”. Ed è proprio dal difficile rapporto madre-figlio che traggono spunto i suoi film. Una fragilità raccontata su pellicola attraverso le luci e le ombre della sua biografia: “I miei genitori amano i miei film. Mia madre è orgogliosa di Mommy e il rapporto madre-figlio mi sta a cuore. Dopotutto J’ai Tué ma Mère nasce dalla mia vita”.